domenica 1 novembre 2026

Nasdaq sotto pressione

AF: Anche per questa settimana non siamo in grado di produrre i nostri classici Appunti e ci siamo fatti sostituire da un po' di AI convenientemente istruita. Dobbiamo ammettere che il suo lavoro è completo e nulla, di quello che volevamo tenere sotto controllo, le sfugge. I nostri interventi sul testo sono preceduti dall'acronimo AF. La prossima settimana ci riapproprieremo dei nostri Appunti anche se, dobbiamo ammetterlo, un aiuto da parte dell'AI inizia ad essere imprescindibile. Buona lettura!

***

In Sintesi

La chiusura del 30 ottobre ha prodotto una divergenza netta. Lo S&P 500 (+10.73% ytd) ha perso l’1.82% a 7’580.07, il Nasdaq (+9.44% ytd) il 2.86% e il Nasdaq 100 il 3.46%; il PHLX Semiconductor ha ceduto il 7.2%. Il Nasdaq 100, concentrato nelle maggiori società non finanziarie, è quindi sceso più del Nasdaq, che comprende un universo molto più ampio. La breadth* conferma tuttavia che lo stress non è uniforme: nello S&P 500 hanno chiuso in rialzo 227 titoli contro 273 in calo, il 59% resta sopra la media a 200 giorni e il 61% sopra quella a 50 giorni. Nell’universo Nasdaq, invece, soltanto il 27% dei titoli è salito e il saldo nuovi massimi–nuovi minimi a dieci giorni è sceso a −1’161. Il messaggio è di deterioramento reale e concentrato nella tecnologia, non ancora di capitolazione dell’intero mercato. Il forward P/E FactSet è sceso a 18.7x da 19.0x al 30 settembre: per ora il movimento è soprattutto una compressione del multiplo. AF: sulla compressione dei multipli ci ritorneremo la prossima settimana, è un argomento piuttosto importante e, per quanto noioso e tecnico,  non lo possiamo trascurare

* : La breadth misura quanto è partecipato il movimento del mercato: quanti titoli salgono o scendono insieme all’indice. Un rialzo sostenuto da molte azioni è più solido; se dipende da pochi grandi titoli, è più fragile.

Sul fronte fondamentale, il 60% dello S&P 500 ha già pubblicato il Q3: la crescita degli EPS è salita al 30.2% dal 29.5% della settimana precedente, i ricavi crescono del 13.4% e l’82% delle società ha battuto le stime sugli utili. Il punto meno rassicurante è l’ampiezza della sorpresa, appena +1.9%, molto sotto la media quinquennale di +7.5%. La fotografia resta quindi favorevole ma meno euforica: molti beat (superamento delle aspettative)  sono piccoli e il mercato chiede prove più forti sulla monetizzazione del capex AI (investimenti in AI) . 

Microsoft e Amazon hanno mostrato un'accelerazione nel cloud, Alphabet e Meta hanno confermato investimenti enormi ma con un notevole pressione sul free cash flow (è la liquidità disponibile per ridurre i debiti, pagare dividendi o riacquistare azioni proprie). 

Il costo del capitale resta elevato con il Treasury decennale al 4.94% e il trentennale al 5.31%. La Fed ha correttamente lasciato invariato il target al 3.75–4.00%, con voto 10–2 e due dissensi per un rialzo di 25 punti base. PCE americano al 3.6% (precedente: 3.4%), Brent a 117.63 $ e spread OAT–Bund a 159 punti base impediscono di leggere il calo dei rendimenti di venerdì come un via libera monetario.

AF: quindi il mercato non sta ancora tagliando il 2027 ma la seduta di venerdì ha compresso soprattutto i multipli delle società tecnologiche e dei semiconduttori, mentre il quadro degli utili dello S&P 500 resta per ora costruttivo. È una distinzione essenziale: una correzione dei prezzi non equivale automaticamente a una recessione degli utili ma diventa più pericolosa se breadth,  credito (aumento degli spread, dei costi assicurativi (cds) e difficoltà nel reperire prestiti) e revisioni al ribasso degli Utili per Azione (EPS) iniziano a deteriorarsi tutti insieme. 


1. Chiusura USA: correzione del multiplo, non ancora degli utili

I Fatti. Venerdì lo S&P 500 ha chiuso a 7’580.07 (−1.82%), il Nasdaq Composite a 25’437.00 (−2.86%) e il Nasdaq 100 a 28’384.85 (−3.46%). Il SOX ha perso il 7.2%, con Intel −28.6%, AMD −10.9% e NVIDIA −4.2%. Il VIX è salito a 19.42, livello coerente con maggiore domanda di protezione ma ancora inferiore a una fase di stress acuto. Il Treasury decennale è sceso di 5.8 punti base al 4.94% per domanda difensiva.

Consenso osservabile. La reazione indica che gli investitori stanno aumentando il tasso di sconto applicato ai profitti lontani e pretendono una monetizzazione più rapida degli investimenti AI. Non è però una prova sufficiente di recessione degli utili: la breadth dello S&P 500 resta mista, mentre il deterioramento è più severo nell’universo Nasdaq e nei semiconduttori.

Scenario. Una fase di consolidamento può continuare anche senza tagli agli utili per azione (EPS). Diventerebbe un cambio di trend più solido se la quota S&P sopra la Media Mobile dei 200 giorni scendesse nettamente sotto il 50%, se l’High Yield superasse 400–450 punti base e se le revisioni EPS 2027 passassero da positive a negative. Non si assume ancora che una correzione sia certa.

2. Q3 S&P 500: molti beat, ma sorprese piccole

FactSet rileva che circa il 60% delle società ha pubblicato. La crescita degli EPS è 30.2% a/a, in aumento dal 29.5% della settimana precedente e dal 29.1% di fine settembre; tutti gli undici settori mostrano crescita positiva e sette sono a doppia cifra. I ricavi crescono del 13.4%. L’82% batte le attese sugli EPS, ma la sorpresa aggregata è soltanto +1.9% rispetto alle aspettative: è il dato da non perdere perché separa la frequenza dei beat dalla loro intensità. Un beat minimo protegge meno da un multiplo in contrazione.

Il margine netto Q3 è stimato al 14.9%, secondo valore più alto dal 2009. La guidance preannunciata più recente disponibile pubblicamente contava 72 indicazioni positive e 44 negative su 116 società, pari al 62% positivo; lo split risale al 5 ottobre e non va spacciato per aggiornamento del 30 ottobre. Per gli EPS 2027, l’ultimo punto annuale esatto e omogeneo resta 422.93 $ (+16.0% a/a), con revisione settimanale +0.30% al 23 ottobre. Non è stato trovato un nuovo valore annuale esatto nel report pubblico del 30 ottobre. AF: per vedere se c'è stato un cambio nelle aspettative dovremo attendere la prossima settimana.

La prova centrale per il 2027 sarà la combinazione tra crescita dei ricavi, margini e disciplina di capitale. Se le società riusciranno a mantenere margini elevati mentre il capex AI aumenta, gli EPS potranno assorbire una parte della compressione del P/E. Se invece free cash flow e margini inizieranno a scendere insieme, il mercato potrà chiedere un premio per il rischio più alto anche con ricavi ancora robusti.

3. Fed, Treasury e credito: il costo del capitale resta il filtro

La Fed ha lasciato il tasso obiettivo al 3.75–4.00% il 28 ottobre, con voto 10–2; i due dissensi chiedevano un rialzo di 25 punti base. È importante correggere ogni lettura precedente che parlasse di rialzo effettivo: il fatto è una pausa, non una stretta. La curva ufficiale del 30 ottobre mostra 2 anni al 4.56%, 10 anni al 4.94% e 30 anni al 5.31%, con 10–2 positivo di 38 punti base. Il calo di venerdì offre sollievo tattico ai multipli, ma i livelli assoluti restano restrittivi.

4. AI: crescita operativa forte, finanziamento sempre più importante

Microsoft ha riportato ricavi per 92.3 mld $, EPS GAAP di 4.92 $ e crescita Azure del 48%; il commercial remaining performance obligation è salito a 677 mld $. Amazon ha registrato ricavi per 201.94 mld $, EPS GAAP di 1.89 $ e AWS +39.3%, ma il free cash flow degli ultimi dodici mesi è sceso a −42.4 mld $. Alphabet ha realizzato ricavi per 127.58 mld $, EPS GAAP di 2.12 $, Cloud +103% e capex trimestrale di 51.36 mld $; il free cash flow trimestrale è stato negativo. Meta ha prodotto ricavi per 64.60 mld $, ma il trimestre è stato gravato da un onere legale; l’EPS GAAP è 3.83 $ contro 7.40 $ escludendo l’onere, e il capex inclusi leasing è 34.91 mld $.

Questi dati non dicono che l’AI non funziona. Dicono che il mercato sta passando dalla prima domanda — quanto cresce l’infrastruttura — alla seconda: quale rendimento netto genera sul capitale investito. 

NVIDIA pubblicherà il 17 novembre e guida a ricavi Q3 FY2027 di 108 mld $ ±2%; AMD pubblicherà il 3 novembre e guida a 13.0 mld $ ±0.3. Palantir pubblicherà il 2 novembre. Broadcom e Micron restano con data n.d. quando l’Investor Relations non conferma il prossimo appuntamento; non si sostituisce una data stimata con un fatto.

Il canale di finanziamento è il nuovo punto critico. Le mega-cap possono autofinanziare una quota rilevante del capex, ma fornitori, data center e reti elettriche dipendono maggiormente da debito, leasing e project finance. Con il trentennale sopra il 5% e spread BBB in allargamento, il rendimento minimo richiesto ai progetti sale. Una crescita del cloud sostenuta insieme a free cash flow stabile sarebbe una conferma; crescita accompagnata da cash flow sempre più negativo sarebbe un segnale di rischio.

5. Energia e inflazione: il premio geopolitico limita la Fed

Il Brent ha chiuso a 117.63 $/barile e il WTI a 104.12 $. Un incidente a una petroliera nello Stretto di Hormuz — mina/incendio, equipaggio salvo e nessuna fuoriuscita segnalata — ha aumentato il premio assicurativo e logistico. Le stime dei flussi correnti differiscono tra tracker; il pacchetto usa prudentemente un intervallo di circa 6–9 milioni di barili al giorno, contro un ordine di grandezza normale vicino a 20 milioni secondo l’IEA. L’intervallo è più rigoroso di un singolo numero falso-preciso.

Il PCE di settembre è salito dello 0.5% m/m e del 3.6% a/a; il core dello 0.3% m/m e del 3.1% a/a. Il PIL reale Q3 è cresciuto del 3.4% annualizzato e le vendite finali private domestiche del 4.9%. La combinazione è scomoda per le obbligazioni: crescita robusta, inflazione ancora alta ed energia cara. Se il Brent resta sopra 110 $ per più settimane, la trasmissione a trasporti, aspettative e margini diventa più importante; se rientra rapidamente, il rischio inflazionistico può restare transitorio.

6. Europa, valute, oro e Bitcoin

Tre indicatori europei meritano attenzione congiunta. EUR/CHF è sceso a circa 0.9196, calcolato in modo coerente da EUR/USD 1.1149 e USD/CHF 0.8248; lo spread OAT–Bund decennale è salito a 159 punti base; l’Euro Stoxx 50 (+5.87% ytd)  a 6’130.85 è circa lo 0.54% sotto la sua Media Mobile dei 200 giorni a 6’163.95. Nessuno dei tre, da solo, certifica una crisi. Insieme formano però un segnale di stress europeo da confermare. In contrasto, lo SMI (+11.63% ytd) ha chiuso a 14’810.66 (+0.36%) vicino ai massimi, sostenuto dal profilo difensivo.

L’oro è sceso del 3.5% a 3’880.97 $/oncia nonostante il risk-off, segno che prese di profitto e bisogno di liquidità possono dominare le correlazioni di breve. Bitcoin è sceso verso 77’775 $, minimo di sei settimane, dopo lo shock legato a Binance: in questa seduta non si è comportato da bene rifugio. Il Dollar Index a 101.96 resta sostenuto dal differenziale dei tassi e dalla domanda difensiva. Non si deduce un nuovo regime valutario da una sola chiusura.

AF: è molto probabile che le forti prese di beneficio sul Nasdaq abbiamo fatto scattare i margin call e coloro che si sono fortemente indebitati per comprare azioni sono stati costretti dalle banche a coprire i debiti: se non hai liquidità l'unica cosa che ti rimane da fare in questi frangenti è vendere ciò che hai in utili: ultimamente l'oro, visto le performance degli ultimi anni, è tra questi. Il Bitcoin non è rimasto insensibile a quanto accaduto a Binance...  dopo il furto di bitcoin (sembra architettato dalla Corea del Nord) mancano ancora all'appello 6.3 miliardi di $ probabilmente persi per sempre.

7. Midterm USA: scenari finanziari, non previsioni

Le elezioni del 3 novembre possono modificare soprattutto il canale fiscale e regolatorio. Un Congresso diviso ridurrebbe lo spazio per nuovi stimoli ma potrebbe aumentare l’attrito su bilancio e debt ceiling nel 2027. Una conferma repubblicana in entrambe le Camere favorirebbe continuità per energia, difesa e finanza, ma lascerebbe aperto il rischio deficit e premio a termine. Un controllo democratico di entrambe le Camere aumenterebbe la vigilanza  su AI e finanza, pur con vincoli posti dal veto presidenziale e dalle regole del Senato. Un risultato contestato o tardivo potrebbe aumentare temporaneamente domanda di liquidità e coperture. Nessuno scenario implica automaticamente una direzione precisa per dollaro o Treasury.

***

AF: Abbiamo chiesto a ChatGPT di monitorare costantemente una decina di variabili che potrebbero contribuire ad avviare o accentuare un cambio del trend dei mercati soprattutto azionari (ma non solo). Sono dati tecnici che interessano a noi ma può essere di vostro interesse sapere cosa stiamo monitorando in questo momento; vi forniamo i dati nudi e crudi e ci ripromettiamo di riprenderli nelle prossime edizioni qualora segnaleranno dei cambiamenti importanti:

Segnali concreti per un possibile cambio del trend

  1. Revisioni EPS 2027: passaggio da +0.30% settimanale a due settimane consecutive negative sarebbe il primo segnale fondamentale di deterioramento.

  2. Breadth S&P 500: quota sopra Media Mobile 200 sotto il 50% e in calo per almeno una settimana confermerebbe un indebolimento più largo.

  3. Nasdaq Composite: saldo nuovi massimi–nuovi minimi a dieci giorni che resta sotto −1’000 segnalerebbe stress persistente nell’universo ampio.

  4. Nasdaq 100: nuovi minimi che superano stabilmente i nuovi massimi indicherebbero che la debolezza ha raggiunto anche le mega-cap.

  5. Credito High Yield: OAS (*) sopra 400–450 punti base trasformerebbe la volatilità azionaria in un segnale macro-finanziario più serio.

  6. Credito BBB: OAS sopra 130–150 punti base aumenterebbe materialmente il costo del capex finanziato.

  7. Treasury 30 anni: ritorno sopra 5.50% con P/E ancora sopra 18x riaprirebbe il rischio di compressione dei multipli.

  8. Brent: permanenza sopra 110 $ per quattro settimane aumenterebbe la probabilità di revisione al rialzo dell’inflazione.

  9. Stress europeo: EUR/CHF sotto 0.915, OAT (**) –Bund sopra 175 pb ed Euro Stoxx 50 sotto la Media Mobile 200 contemporaneamente costituirebbero una conferma più robusta.

  10. AI e cash flow: due trimestri di cloud in accelerazione ma free cash flow aggregato in peggioramento segnalerebbero monetizzazione insufficiente rispetto al capex.

    (*): L’OAS (Option-Adjusted Spread) misura il premio di rendimento di un’obbligazione rispetto a un titolo di Stato comparabile.

    (**): l'OAT sono i titoli di stato francesi

Conclusione

La settimana chiude con una correzione significativa, soprattutto nel Nasdaq 100 e nei semiconduttori, ma non con una prova definitiva di svolta negativa degli utili. Il Q3 sostiene ancora la crescita 2026 e l’ultimo punto esatto degli EPS 2027 è in revisione positiva; al tempo stesso, l’ampiezza ridotta delle sorprese, il costo del capitale, il Brent sopra 117 $ e la debolezza della breadth Nasdaq rendono il mercato meno indulgente. La lettura più rigorosa è quindi condizionale: finché credito e revisioni EPS tengono, la correzione resta soprattutto di multiplo; se breadth, spread e stime 2027 peggiorano insieme, il segnale cambierà qualità.

Per l’investitore, il punto non è prevedere con certezza una correzione, ma distinguere il rumore dal cambio di regime. In questa fase la disciplina consiste nel seguire pochi indicatori verificabili — EPS 2027, spread HY e BBB, rendimento del Treasury trentennale, breadth e flussi di cassa della filiera AI — per capire se la discesa delle quotazioni rifletta un peggioramento delle prospettive aziendali oppure un ridimensionamento delle valutazioni che si manifesta con una riduzione del P/E (ovverosia quanto gli investitori sono disposti a pagare per ogni dollaro di utile atteso).


Buona domenica!


Nessun commento:

Posta un commento