venerdì 27 agosto 2021

Jackson Hole: nulla di fatto


 

Non potevamo aspettarci molto da un Jackson Hole in formato virtuale e così è stato.  Tutto sommato  è un bene che le cose siano andate in questo modo.

In sostanza Powell ha,  per la prima volta in pubblico,  espresso chiaramente che lui fa parte della schiera dei funzionari della FED che entro quest'anno potrebbero decide di avviare il famigerato tapering. Non ha volutamente detto quando e così facendo guadagna un'altro mesetto e rimanda una eventuale decisione alla prossima riunione della Banca Centrale prevista per il 20-21 di settembre. Fino ad allora si continuerà a far festa e difficilmente i mercati potranno cadere.

Forse è proprio per questo che la FED cincischia, troppa è la paura di quello che potrebbero essere i danni al sistema finanziario perché, oramai è chiaro a tutti, la prossima crisi sarà quella della finanza. Powell oggi è stato fin troppo ed inusualmente chiaro arrivando ad ammettere che "una stretta alla politica monetaria potrebbe essere un errore particolarmente dannoso" e siamo certi che non stava facendo riferimento solo al sistema economico ma aveva in testa soprattutto quello finanziario.

Nel frattempo il rendimento del Treasury a 10 anni (nell'immagine qui sopra), dopo un momento di fibrillazione, è tornato a puntare verso il basso...


...trascinandoci pure il dollaro...



...mentre lo S&P500 punta verso un nuovo ed ennesimo record. 


Qualcuno mi ha chiesto di vedere il grafico di NRD. Eccolo aggiornato a mercoledì...


Le due linee cominciano a divergere e come detto la cosa potrebbe accentuarsi nei prossimi giorni. L'incontro di Jackson Hole ed un eventuale annuncio di un tapering,  che poteva costituire un detonatore per avviare la correzione,  per il momento é rimandato. E' da qualche settimana che i dati macroeconomici americani ed europei NON sono eccezionali, ma non sembrano essere sufficienti per scatenare le prese di profitto. Forse una inflazione in costante aumento ed un ulteriore netto miglioramento del mercato del lavoro americano potrebbero aver un impatto diverso tanto da convincere la FED ad intervenire... Nel frattempo continuamo a seguire il trend dei mercati e fino a quando non daranno segnali di inversione, teniamo le posizioni.



Lo S&P500 nel medio periodo è ancora perfettamente in trend e come abbiamo visto non accenna a voler cambiare direzione...






...mentre lo SMI due giorni fa ha forato al ribasso il trend di breve termine (cerchio rosso) e probabilmente inizierà uno spostamento laterale. Non ci pare comunque che abbia la forza di salire ulteriormente.


Buon week end!



sabato 21 agosto 2021

Le idee sono un po' confuse...

 Dobbiamo ammettere che questa settimana abbiamo qualche difficoltà nell'interpretare il comportamento dei mercati finanziari... Alzi la mano chi riesce ancora ad avere una visione chiara della situazione: in effetti di mani alzate ne vediamo poche... 

Forse l'evento che più di tutti ha caratterizzato la settimana, è stato il ritiro dell'esercito americano dall'Afghanistan. Il risultato ci pare evidente ma esprimere un parere non è facile in quanto saremmo costretti a fare ampio uso di parole e termini che per decenza non si possono scrivere...  Siamo comunque certi che ognuno di voi si sia già fatto un'opinione precisa e quindi non perseveriamo. Vale forse la pena sottolineare che quanto accaduto potrebbe avere serie conseguenze per l'immagine di Biden -  che in effetti pare avere i consensi in picchiata libera -e sarà molto interessante rilevare se questa perdita di consensi, proprio ora che si sta discutendo in parlamento di provvedimenti trilionari, potrebbe essere un freno alla sua politica economica con delle prevedibili conseguenze anche per i mercati finanziari. Vedremo.

Le minute della FED hanno chiaramente messo in evidenza che di tapering si è parlato:  quindi non è più una questione del se verrà avviato ma quando. Probabilmente entro la fine dell'anno in corso. Appare comunque una notizia stra-scontata dai mercati tant'è vero che il Treasury a 10 anni continua imperterrito a rendere  l'1.26% con una resa reale che è di diversi punti percentuali sotto zero. Questo ovviamente rende il mercato azionario sempre piuttosto appetitoso.

Il dato macroeconomico che più ha sopreso ( in negativo...) è stato il retail sales:


Le vendite al dettaglio erano attese al -0.3%; il dato effettivo è un -1.1% (precedente 0.7%). Non un bel numero che si aggiunge ad una serie di dati macro non positivissimi e che fanno storcere il naso a più di un analista: in diversi si stanno chiedendo se il ciclo di crescita economico negli USA sia già entrato in una fase calante... dai dati sembrerebbe, ma forse dobbiamo attendere ancora un trimestre per averne un'effettiva conferma.

Come hanno reagito i mercati? Alla loro maniera:


Lo S&P500 ha tentato una rottura del supporto con l'intenzione magari di forare al ribasso anche la media mobile dei 50 giorni (linea viola), foratura che avrebbe probabilmente dato il via definitivo alla correzione che anche NDR si sta aspettando. Ma anche l'analisi tecnica non è una scienza esatta ed ogni tanto vi sono dei falsi segnali: infatti l'indice non ci ha impiegato molto a ritornare sopra la linea del trend (rossa) sancendone la sua continuazione. Va comunque segnalato che ci sembra di aver notato un maggior nervosismo in borsa comunque accentuato anche dall'assenza di qualche operatore ancora in ferie. Ma prestiamo attenzione al fatto che dal livello attuale di 4441 punti, la media mobile a 50 giorni dista solo uno scarso 2% quanto basta per non sentirci troppo sicuri.



Anche lo schema di NDR sembra per il momento corretto... A questo punto è probabile che avremo ancora una settimana di relativa calma, poi ci sarà Jackson Hole (26-28 agosto) e dal 30 si potrebbe iniziare a ballare un po'...



Anche la borsa svizzera ha avuto un comportamento molto simile allo S&P500 e venerdi, pur alle prese con le scadenze opzioni del mese di agosto, ha chiuso con uno scatto di reni riportandosi anch'essa all'interno del canale ascendente. Anche per la nostra borsa va segnalato che la distanza dalla media mobile dei 50 giorni è del 2.6%.... Insomma, basterebbe una giornataccia di quelle giuste per far scattare un segnale di vendita. Ma per il momento NON è il caso.

Buon Week End!

venerdì 13 agosto 2021

Borse da record...

 Stiamo immaginando voi lettori alle prese con i preparativi per una bella grigliata al fine di poter festeggiare degnamente questo imminente Ferragosto: siamo quindi consci che la lettura di Appunti Finanziari non è di certo in cima alla lista delle vostre priorità... Saremo quindi brevi e sintetici...

Due dati per iniziare:


Uno di quelli più attesi riguarda il livello dei prezzi (CPI) raggiunto negli USA: l'inflazione si presenta al 5.4% leggermente più alta delle aspettative (5.3%) ma sta crescendo meno di quanto ci si poteva aspettare. Il livello raggiunto è comunque ragguardevole e non può lasciarci completamente indifferenti.


I prezzi alla produzione (PPI) sono invece risultati parecchio più alti delle aspettative (7.8% atteso 7.2%): i costi delle materie prime, i colli di bottiglia negli approvvigionamenti e i salari più alti, iniziano a farsi sentire, eccome!

Anche in questo caso il dato non ci lascia impassibili e qualche riflessione a tal proposito anche la FED  la dovrà fare. Non ci sorprenderemo più di tanto se le discussioni delle prossime settimane si concentreranno proprio sull'interpretazione di questi due dati e su quale potrebbe essere il loro effetto sulla transitorietà o meno dell'inflazione che sembra essere oramai una realtà acquisita.

 Per capire comunque come la FED la pensa (che sotto sotto, ma non può dirlo, in parte sta gongolando in quanto il debito accumulato in parte se lo mangerà l'inflazione stessa...) dovremo aspettare il classico incontro di Jakcson Hole previsto per fine mese: siamo certi che si parlerà di tapering e di tassi,  in punta di piedi, ma se ne parlerà. Vedremo quindi quali saranno le reazioni dei mercati. Fino ad allora non ci aspettiamo grandi mutamenti di trend.


 


Chi apparentemente non sembra essere troppo turbato dai dati di questa settimana sono gli  indici azionari con lo S&P500 in testa (vedi grafico) che sta puntando in un deciso e costante rialzo rimanendo ben lontano sia dalla linea di supporto (rosso) che dalla media mobile dei 50 giorni (verde). La perforazione di entrambe darebbe il via ad una correzione che per il momento non si vede...

Con l'approssimarsi della fine di questa settimana, possiamo ritenere conclusa la pubblicazione degli utili trimestrali del secondo Q che sono stati estremamente generosi ed hanno battuto le stime, già molto generose, di un buon 16%.  

La resa media delle 500 azioni dello S&P è stata di 200.51$ per azione, non male. Per il 2022 gli analisti  se ne attendono 218.92$,  il che significa che con un forward P/E di 22 volte, potremmo vedere per l'anno prossimo l'indice a: 218.92 * 22 = 4816 punti ovverosia un 7.98% in più rispetto alla chiusura di ieri. E' solo teoria ma comunque è quella che fa muovere in anticipo gli  investitori...



Certo che se guardiamo lo S&P500 partendo dalla crisi del 2008, crisi che ha dato il via alla stagione infinita dei tassi vicini allo zero e a tutti gli innumerevoli aiuti che l'economia ha ricevuto dagli Stati - aiuti che potrebbero presto iniziare ad essere ridimensionati - la recente impennata dell'indice fa francamente paura:  troppo ed inusualmente ripida la salita per durare in eterno... Servirebbe una pausa di riflessione.


 


  Come abbiamo sempre sottolineato, il modello di NRD è appunto un modello e non oro colato. Abbiamo per chiarezza tracciato delle linee verticali per meglio individuare quando potrebbe avvenire (ma forse anche no...) la correzione: il grosso è attesa per settembre, magari subito dopo Jackson Hole previsto a fine mese... Per il momento lo S&P500 rimane vicino al record storico ed iniziamo ad avere un primo scostamento dal modello... dovevamo già essere in prossimità del punto nero... vedremo...



Dai, non possiamo lasciarci senza prima dare un'occhiata allo SMI... Che dire, la nostra è una borsa difensiva che si diverte ad emulare lo S&P500, anzi ultimamente, un po' paradossalmente, è pure meglio... Godiamocela!


Buon Ferragosto!

venerdì 6 agosto 2021

NDR il momento della verità sta arrivando


  Sembra abbastanza evidente che gli investitori non sono molto preoccupati di ciò che sta accadendo al di fuori dei circuiti finanziari: le aggressive varianti del Covid, l'alta inflazione, le molte aziende che sopravvivono solo grazie al denaro facile, i colli di bottiglia nella fornitura di materie prime e nella  componentistica che inceppano le catene di approvvigionamento e così via,  non sembrano essere buone ragioni per operare con una certa cautela e ci ritroviamo ogni fine settimana con gli indici in zona record storico o su di lì!

 Persino Goldman Sachs ha rivisto il target per lo S&P500 a 4700 punti per la fine dell'anno, giustificando una tale revisione rialzista  con i rendimenti obbligazionari persistentemente bassi e gli utili aziendali che continuano a superare le aspettative. Se così fosse possiamo attenderci ancora un rialzo di circa il 6% che fornirà del carburante sicuro anche per le altre borse, quella Svizzera compresa.

Insomma, sembra che per vedere una correzione dovremo trovarci di fronte ad eventi particolarmente negativi come una nuova e grave ondata di Covid-19 con tutte le conseguenze che si traina appresso. Un tapering anticipato seguito da un improvviso aumento dei tassi potrebbe fare danni seri. Peggio ancora sarebbe il concretizzarsi di un destabilizzante e totalmente inaspettato evento che entrerebbe nelle statistiche con l'appellativo di "cigno nero". Meglio non pensarci...


A questo punto siamo più che mai curiosi di sapere se il modello di NDR, che finora non ha sbagliato un colpo, riuscirà ad intercettare una correzione che potrebbe anche non arrivare. Anche per l'algoritmo di NDR è arrivato il momento della verità e se si comporta come ha fatto da inizio anno prepariamoci ad allacciare le cinture di sicurezza e cerchiamo di non farci troppo male considerato che mette in conto una correzione attorno ai 10 punti percentuali.

Dobbiamo ammettere che finora siamo stati forse troppo cauti e con il senno di poi avremmo potuto rischiare qualcosa di più. Farlo ora, tuttavia, non ci lascerebbe tranquilli. Proponiamo di aspettare ancora qualche giorno per vedere cosa succede durante il mese di agosto e capire se NDR ha ragione. Forse il primo evento davvero importante che potrebbe avviare un cambio di tendenza sarà il tradizionale incontro di Jackson Hole dal 26 al 28 agosto dove Powel potrebbe chiarire meglio i tempi di un eventuale tapering e di qualunque altra cosa che potrebbe destabilizzare i mercati.



Uno dei dati più attesi della settimana, i Nonfarm Payrolls (NFP),  è uscito qualche minuto fa ed ha superato le aspettative: si aspettavano 870k nuovi posti di lavoro (escluso il settore agricolo) ne hanno creati per il mese di luglio 943k a conferma di un'economia che tutto sommato è in grado di creare posti di lavoro che,  ricordiamolo,  sono il grande cruccio della FED. La disoccupazione in generale è passata quindi dal 5.9% al 5.4%.  Sono dati buoni, ma potrebbero portare acqua al mulino di coloro che vedono un'inflazione più tignosa di quel che sembra e che probabilmente spianeranno  la strada ad un tapering entro la fine dell'anno per non parlare di cosa succederà ai tassi di interesse a fine 2022.


La reazione del Treasury a 10 anni non si è fatta mancare e le rese ricominciano a puntare, come è giusto che sia,  verso l'alto...


...ed anche il dollaro si sta lasciando trascinare al rialzo come una certa logica suggerisce. 

domenica 1 agosto 2021

Iniza il mese di agosto...

 La settimana appena trascorsa è stata ricca di avvenimenti, notizie e dati macro. Ne abbiamo selezionati alcuni cercando di essere il più neutrali possibili: siamo consapevoli che questo genere di selezione induce, anche incosapevolmente, a scegliere le notizie e i dati che confermano la nostra visione dei mercati scartando le informazioni che la contraddicono.


Iniziamo con il PIL americano, atteso per il secondo trimestre all'8.4% mentre l'effettivo, 6.5%, mostra che un rallentamento, atteso solo per i trimestri successivi, è probabilmente già in atto. Il Pil americano è per un 70% sostenuto dai consumi, che a questo punto sospettiamo siano già entranti in una fase di leggera contrazione: in effetti anche i risultati di Amazon, una perfetta cartina di tornasole per testare la propensione al consumo, confermano che il trimestre appena conclusosi non ha raggiunto il top delle aspettative riguardanti le vendite e pure quelle per il terzo trimestre sono già state riviste al ribasso dai vertici della società. Vedremo.





La disoccupazione è il vero cruccio della FED: sia le nuove richieste di disoccupazione sia quelle continue si sono presentate in leggero aumento. Negli USA ci sono 9.2 milioni di posti di lavoro aperti e 9.5 milioni di disoccupati che apparentemente non hanno fretta di trovare un posto di lavoro. Nel frattempo chi cerca manodopera è costretto ad aumentare la paga oraria con possibili ripercussioni sull'inflazione... La FED sta aspettando il mese di settembre per vedere se la fine degli aiuti economici, erogati ancora in molti Stati dell'Unione, convincerà molta gente a tornare a lavorare. Prima di allora non aspettiamoci nessuna mossa da parte della banca centrale americana.



Infatti mercoledì Powell, a margine dell'incontro della FED,  ha ribadito che nulla per il momento cambierà nella politica monetaria americana. Ammette che si sta iniziando a parlare di tapering ma solo marginalmente e soprattutto non preoccupano le spinte inflazionistiche che da tempo vengono bollate dalla FED come temporanee. Qualche analista comunque si sta chiedendo se la FED non stia sbagliando i suoi calcoli lasciando che l'inflazione si diffonda e costringendola, quando sarà troppo tardi, ad aumentare i tassi più di quanto sia ora necessario... l'osservazione ci pare pertinente.

Il rendimento del Treasury a 10 anni ha chiuso la sessione di venerdì a 1.22%, un rendimento che è più consono ad uno scenario di stagflazione (crescita dell'inflazione accompagnata da una stagnazione dell'economia) che non da uno scenario di crescita e inflazione fuori controllo. Se è vero che il mercato non sbaglia mai, dobbiamo stare in campana... 

  


Già che ci siamo diamo anche un'occhiata all'inflazione in Europa, che per quanto non abbia raggiunto i livelli di quella americana, si sta risvegliando...



Ma veniamo ai mercati azionari... Se il modello di NDR è corretto dovremmo iniziare, durante il mese di agosto,  ad osservare delle prese di beneficio anche importanti: stiamo parlando di una decina di punti percentuali che non son pochi. Come abbiamo visto in precedenza,  qualche elemento che ci suggerisce che la crescita potrebbe non essere più così esuberante l'abbiamo visto e rende lo scenario abbastanza verosimile. Diventa ancor più realistico se aggiungiamo qualche problema di crescita nei paesi in via di sviluppo e soprattutto il comportamento della Cina che sta cercando di controllare le grosse aziende tecnologiche con conseguenze non ancora facilmente prevedibili.

Ma attenzione: il modello di NDR è un modello, non oro colato...



...infatti riteniamo altrettanto importante seguire con attenzione cosa succede nella realtà e per il momento potremo dire che vi sarà una reale inversione di tendenza SOLO quando lo S&P500 comincerà ad evolvere SOTTO la linea rossa. Per il momento non è il caso, il trend rialzista è ancora in essere. E' comunque vero che la linea di supporto rossa non è molto lontana e basterebbero un paio di sedute piuttosto negative per trapassarla: quando questo avverrà vi aggiorneremo in tempo reale e vedremo cosa conviene fare. 

Sempre valida l'indicazione, per coloro che a questi livelli hanno un leggero mal di pancia,  di procedere, se non l'avete già fatto, a degli alleggerimenti. 



Il mercato svizzero ha una dinamica diversa da quello americano: qui il trend è laterale da almeno 6 settimane e dovrebbe continuare. Venerdi ha chiuso a 12'116 punti, quindi sopra la resistenza posta a 12080, ma pensiamo che non abbia la forza per andare oltre. Lo vedremo domani, in caso contrario vi avviseremo.





venerdì 23 luglio 2021

Il trend continua…


La settimana borsistica che sta per terminare è iniziata col botto e lunedì sera lo S&P500 contava al suo passivo 3 punti percentuali di meno o giù di lì… Non succedeva da tempo e anche noi non eravamo più abituati a quel genere di somatizzazione che segue quando la correzione dei mercati é importante… Forse il commento più arguto che abbiamo letto è stato quello di un trader del CS che, ridotto all‘osso, afferma che „se durante la correzione di lunedì vi è venuto un bel mal di pancia (eufemismo…) significa che avete in portafoglio un po‘ troppo rischio.“ In effetti se così fosse, forse un alleggerimento potrebbe anche essere una cosa giusta.

Per fortuna un meno 3% non è stato sufficiente per sfondare la linea di supporto dinamico dello S&P (linea rossa) e nei giorni successivi abbiamo assistito ad un rimbalzo che ci sta riportando vicino ai massimi storici. 

I risultati del secondo trimestre comunque confermano in gran parte le enormi aspettative. Vengono sistematicamente punite le società,  che pur avendo lavorato bene,  non hanno saputo andare oltre. Oggi lavorare  bene non è più sufficiente per essere premiati in borsa: bisogna eccellere! … e qui, prima o poi, cascherà l’asino.

NDR continua a stupire per la precisione del suo modello: per il momento non ha sbagliato nulla. Se continua così avremo davanti a noi qualche settimana (3/4) di mercati a questi livelli, per poi iniziare una correzione piuttosto importante. Come sottolineato più volte, quello proposto da NDR non è oro colato e potrebbe anche avverarsi altro. Quello che noi facciamo è comunque seguire l‘indice anche da un punto di vista tecnico e come detto, per il momento,  di inversioni di tendenza non ne vediamo. Dobbiamo però segnalare che la seduta di ieri è stata la seconda con i volumi più bassi di tutto l‘anno. Non vuol ancora dire molto ma se l‘assenza di volume dovesse continuare è un segnale che non va sottovalutato…



Al mercato svizzero va comunque assegnato il premio di borsa più monotona (altro eufemismo…) del mondo: lo spostamento laterale in un range molto ristretto da l‘idea di quanto siano tirate le quotazioni, ma proprio mentre stiamo scrivendo, l‘indice si trova sulla sua resistenza a 12089 punti e forse è la volta buona che se ne esce… Se dovesse succedere (lo capiremo nel pomeriggio e soprattutto lunedì prossimo) forse assisteremo ad un mini-rally di piena estate: dopo più di un mese e mezzo che si sta arrotolando come un elastico su se stesso, il rilascio di tutta questa energia (leggi il superamento della resistenza) potrebbe regalarci ancora 2/3 punti percentuali che (confrontati con le rese a -0.75%) non sono pochi. Dita incrociate!


Dai, fermiamoci qui con questa edizione estiva di Appunti Finanziari. Buona lettura!

















domenica 18 luglio 2021

I dilemmi di Powell


 E‘ fuor di dubbio che il dato che tutti aspettavamo questa settimana era quello riguardante l‘inflazione americana. L‘ultima misurazione ci dava un‘inflazione al 5%, martedì era attesa al 4.9% ma in realtà siamo al 5.4%. Di questo non ci stupiamo, sarebbe stato più sorprendente un dato sotto il 5%, e per il momento il rincaro USA è qui per probabilmente restarci ancora per un po‘.

Powell ammette che l‘inflazione è molto al di sopra del livello di guardia e confessa di „non essere a proprio agio“ con un tale rincaro, ma sottolinea pure che non è sufficiente per convincerlo ad invertire la rotta. Ergo, per un po‘ ancora,  la politica monetaria americana resterà piuttosto espansiva.

Di cosa ha paura Powell?

1) Forse bisogna rispondere alla domanda chiedendosi di cosa NON ha paura: di certo è sicuro che l‘inflazione è transitoria (a mandarla alle stelle pare sia stato soprattutto il settore auto e auto d‘occasione coadiuvato dell‘aumento delle paghe orarie) e se non lo fosse ha i mezzi per contrastarla quando e come vuole. Ne è tanto convinto che persino i mercati finanziari gli vogliono credere, anzi di più (come sappiamo decidere di scendere dalla giostra non è facile…)

2) E‘ comunque più che consapevole che un aumento dei tassi provocherebbe un rallentamento della crescita economica,  soprattutto di quei settori (leggi tecnologia) che prosperano quando i tassi sono bassi permettendogli un approvvigionamento di abbondante liquidità a costi calmierati. Facile quindi immaginare cosa potrebbe succedere al mercato del lavoro che fa ancora fatica a ricostruire i posti di lavoro andati persi con il Covid. Di questo Powell ha paura.

3) Gli economisti che ci stanno mettendo sull’attenti che siamo vicini all‘apice della crescita dell‘attuale ciclo economico sono in molti: è probabile che Powell preferisca affrontare un periodo di inflazione anomala che percepisce come il male minore. Davanti a lui ha l‘esempio di cosa sta succedendo in Cina, che dopo esser cresciuta del 18.3% si è dovuta accontentare di un modesto 7.9% nell’ultimo trimestre. Una frenata simile potrebbe avverarsi anche negli Stati Uniti: nel primo trimestre il PIL è salito del 6.4%, si aspettano un +9.5% per il secondo e a seguire una lunga frenata che dovrebbe durare un semestre intero… vedremo i dati previsti per fine luglio.


Con una simile inflazione il rendimento dei Treasury non dovrebbe essere così basso,  ma non è affatto semplice spiegare come mai il dato sul rincaro ed il rendimento dei buoni del tesoro americano sono tra i più divergenti di sempre. Insomma , chi sta comprando Treasury a questi livelli si assicura una predita certa in termini reali. Forse l’unica spiegazione ragionevole è un acquisto massiccio di Treasury da parte degli Hedge Fund che scommettono speculativamente su di un ritorno importante del covid  che provocherebbe un ennesimo  stallo delle economie mondiali ed un ritorno dei rendimenti abbondantemente sotto l‘1%. E‘ comunque uno scenario che non possiamo completamente escludere.



Lo S&p500 ha chiuso la settimana con un insolito ribasso a 4327 punti. E‘ abbastanza probabile che oramai le notizie positive sono tutte scontate e anche le sorprese in un qualche modo lo sono. In effetti i risultati delle banche americane, i primi ad uscire, non hanno di certo deluso, anzi, ma non sono stati il carburante sufficiente per aiutare l‘indice a raggiungere i 4500 punti. Insomma siamo stati avvisati anche se Zaffignani, su Milano e Finanza del 17 di luglio,  afferma che „in questo momento (i mercati) sono noiosi ed appare difficile che con questa bassa volatilità prevalgano le vendite“. Lui è ovviamente libero di pensarla come vuole, ma un mercato in perdita di velocità (anche se i volumi per il momento sono ancora discreti) prima o poi verrà attratto dalla forza di gravità… e allora ci annoieremo molto meno. Garantito!



Anche la borsa svizzera continua con il suo „noioso“ spostamento laterale: bisogna ammettere che in effetti gradiremmo un po‘ più di brio: aiuterebbe senz‘altro le Performances dei nostri portafogli. Comunque per il momento grossi segnali d‘allarme non ne vediamo.

 

domenica 11 luglio 2021

Settimana importante in arrivo...


 Questa settimana abbiamo toccato con mano quanto sia diventato inquieto il mercato: il VIX (il famigerato indice della paura...), per quanto sia ancora a livelli molto bassi, ci propina degli strappi verso l'alto che possono essere equiparati a delle micro reazioni di panico determinate da notizie non sempre confortanti o difficili da interpretate; insomma sta diventando più instabile.

I motivi principali di questa instabilità li conosciamo:

  • Il cambio di atteggiamento della FED nei confronti del tapering e di un eventuale aumento dei tassi che è diventato molto meno talebano: fino a qualche mese fa, l'idea di un assorbimeno o di un rialzo, erano inconcepilbili prima del 2023. Oggi un po' meno.
  • La crescita dell'economia (soprattutto quella made in USA) è buona, ma si fa sempre più largo l'idea che il picco sia stato raggiunto.
  • Le varianti del covid 19 (soprattutto la Delta) preoccupano e i vaccinati sono ancora troppo pochi.
Un esempio della difficoltà di leggere correttamente la realtà economica ce lo dà ancora una volta il Treasury a 10 anni. Infatti  i rendimenti si stanno muovendo in maniera apparentemente  anomala: 



A quanto pare l'economia, dopo la crisi pandemica,  si sta riprendendo tanto velocemente  da esser riuscita a resuscitare persino l'inflazione (la grande assente degli ultimi 10 anni) ed  obbligando la FED ad aprire la discussione a riguardo di un tapering anticipato; idem per quel che concerne un aumehto dei tassi. Con queste premesse la logica ci dice che i rendimenti dovrebbero essere vicini al 2% (cerchio rosso)  o sù di lì. Ci stavano andando, ma dopo il picco di maggio a 1.75%,  son tornati a scendere accelerando addirittura il movimento negli ultimi giorni. Come mai, non è facile da spiegare,  ma sarebbe importante capire bene cosa sta succedendo. Il Treasury americano sta tentando di dirci qualche cosa? 

Per numerosi economisti, la rincorsa al Treasury,  è dovuta alla visione di una economia che difficilmente può svilupparsi oltre e che ritornerà sui suoi passi. Se così fosse, dovremo vedere nei prossimi mesi un PIL meno brillante, un'inflazione ritornare a livelli più sostenibili e registreremo utili societari meno corposi. Il classico scenario che potrebbe mettere fine al rialzo delle borse. Chi ha paura di una prospettiva simile è spinto all'acquisto di beni rifugio e il TB è uno di quelli. Una resa, anche solo dell'1.5%, è considerata accettabile.

Ma è uno scenario verosimile?



  Ammesso, ma non sempre concesso, che le borse sono lo specchio dello stato di salute di una nazione, abbiamo paragonato quella Americana (S&P500 normalizzato) con quella Cinese (CSI normalizzato)  ed è evidente che qualche cosa nel paese asiatico si è inceppato. In effetti qualche difficoltà devono averla,  tanto da convincere questa settimana la banca centrale Cinese a concedere una riduzione delle riserve obbligatorie delle banche nel tentativo di riattivare il credito a favore delle società. Speriamo che sia una mossa azzeccata anche perché, ma lo diciamo a denti stretti, senza una Cina che cresce è difficile che anche alle nostre latitudini si possa tenere il passo. 


Diamo ora un'occhiata alle borse.



Ci rendiamo conto che con i nostri commenti sembra che siamo parecchio negativi e ci aspettiamo chissà quali scrolloni in borsa. In effetti potrebbero anche esserci ma per il momento noi crediamo che il mercato possa avere ancora una chance per crescere. Lo pensiamo non perché lo dice il modello di Ned Devis,  ma semplicemente perché fino ad oggi NON abbiamo ancora l'evidenza di un cambio del trend che avremo quando il grafico scenderà sotto la linea rossa. 
E' indubbio che siamo in presenza di un mercato dominato più dagli speculatori, che dalla giostra per il momento non hanno voglia di scendere, che da investitori seri che guardano al lungo termine. Le reazioni alla buone e soprattutto alle cattive notizie saranno sempre importanti e la volatilità aumenterà di pari passo all'aumentare dell'indice. 
Per il momento i 4500 punti sono ancora possibili (venerdi lo S&P500 ha chiuso a 4369 punti) ma la settimana entrante sarà estremamente importante.

Martedi verranno rilasciati i numeri riguardanti l'inflazione sia in Europa che in America e capiremo meglio a che punto siamo. Mentre in settimana inizia il via alla pubblicazione degli utili societari americani con le grandi banche che verosimilmente usciranno con numeri incoraggianti.



La Bank of America ha pubblicato questo grafico piuttosto significativo: le attese per la crescita degli utili delle società sono importanti e per questo motivo i risultati dovranno essere stellari per giustificare l'attuale prezzo delle azioni. Incrociamo le dita. Immaginiamo che non vi sia sfuggita la previsione per gli utili dei trimestri a seguire...


Un'occhiata alla borsa Svizzera la diamo sempre: il trend è chiaramente laterale ma per il momento sembra tenere. Sotto gli 11'870 iniziamo a preoccuparci.

domenica 4 luglio 2021

3-2-1: via al secondo semestre


 

Ci siamo lasciati alle spalle un semestre piuttosto positivo. Non entriamo nei dettagli ma salutiamo volentieri la bella performance delle borse Europee che per una volta si sono distinte su quelle Americane. E' probabile che il cronico ritardo delle nostre borse in combinazione con una strategia della BCE,  obbligata a perseverare con gli aiuti, abbia convinto gli investitori che puntare qualche soldo sul nostro continente  sia cosa giusta.

Un po' meno bene, a sorpresa, le borse asiatiche: i ritmi di crescita delle loro economie dovrebbero rendere attraenti le loro azioni ma così non è stato. Sappiamo che ci sono problemi di indebitamento, in tanti casi eccessivo,  ai quali aggiungiamo, soprattuttto se parliamo della Cina, le ingerenze del governo preoccupato per l'eccessivo accumulo di potere di alcuni colossi ai quali stanno mettendo dei paletti non ben visti dagli investitori. E' comunque un mercato che ci interessa e ne riparleremo nelle prossime settimane.

Ma ora concentriamoci sul secondo semestre. Chissà cosa ci aspetta... Partiamo da una constatazione.

Ci stiamo chiedendo da qualche giorno che cosa potrebbe ancora sorprendere positivamente i mercati: la pandemia iniza ad essere sotto controllo; l'economia è in ripresa,  tanto da aver resuscitato miracolosamente anche l'inflazione; la crescita degli utili societari ci sembra abbastanza scontata;  la fine degli aiuti statali non è proprio per domani e quindi il carburante per la crescita nei prossimi trimestri è garantito... Cosa si può aggiungere di positivo che ancora non sappiamo? Non molto. 

E' più probabile che qualche cosa possa non andare per il verso giusto: la variante del virus Delta plus potrebbe essere più invadente del previsto con conseguenze facili da immaginare;  la crescita economica essere meno brillante di quanto i numeri vorrebbero farci credere; gli utili societari non è detto che possano salire all'infinito. E se un'inflazione sostenuta è qui per rimanerci, che ne saranno dei tassi? Potremmo continuare ma fermiamoci qui, siamo certi che avete capito.

Putroppo, per comprendere veramente a che punto siamo, l'unica cosa che possiamo fare è prestare maggior attenzione alla trafila di numeri e dati che verranno pubblicati settimanalmente incrementando lo sforzo interpretativo.

Vediamo quelli di venerdi scorso:

La creazione di nuovi posti di lavoro, esclusi quelli agricoli,  era uno dei dati più attesi: si aspettavano 720 mila nuovi posti e ne sono stati creati 850 mila, non male apparentemente.

Poi vivisezioni il numero e ti accorgi che un po' meno della metà di questi posti di lavoro sono stati creati nel settore ospitalità e tempo libero e di questi 200k li ha creati la ristorazione (bar e ristoranti) che sappiamo come vengono remunerati... Il commercio al dettaglio ne ha creati 67k ma incombe sulla loro testa l'incognita delle vendite online. Mentre il settore industriale, quello che dovrebbe sostenere una buona parte della crescita, di posti ne ha creati 20 mila che non ci pare una cifra consistente. Rincariamo la dose pensando che il settore auto ha perso 12'300 posti mentre quello delle costruzioni ha subito una flessione di 22'000 unità. Insomma la carenza di microprocessori ed il rincaro e la scarsità del legname stanno lasciando il segno.  In sostanza numero buono ma non buonissimo.


Anche il numero della disoccupazione non ci sembra consono a quello di una società in piena espansione economica: atteso un 5.6% uscito con un 5.9% (peggiore anche del precedente) il dato ha sorpreso, ma forse non più di tanto. Un sondaggio, svolto tra coloro che un impiego non ce l'hanno, ha cercato di stabilirne i motivi: al primo posto troviamo la paura di tornare al lavoro in quanto temono di buscarsi il covid. Di questo non dubitiamo ma probabilmente la paura svanirà appena gli aiuti statali verranno meno. Non è comunque un bel segnale...




Paghe orarie medie: in due anni e mezzo sono salite di un buon 10% (non male, pensate a quando aveve avuto l'ultimo aumento di stipendio...) Il dato è positivo e potrebbe stimolare la propensione al consumo che va di pari passo con l'inflazione. Ma se ha ragione la FED dovrebbe essere solo temporaneo... Vedremo.


Ma veniamo ai mercati


Venerdì lo S&P500 ha chiuso a 4'352 punti inanellando 7 sedute positive. Non sarà troppo?! Comunque per il momento tutto sta andando secondo le aspettative che come ben sapete per quello che ci riguarda  sono influenzate dall'algoritmo di NDR. All'obiettivo dei 4500 punti non manca molto, poi vedremo. NON diamo però per scontato che assisteremo ad una presa di profitto così consistente come prevede lo schema ma una correzione prima o poi è fisiologica.

Ma guardiamolo da vicino lo schema:


Come detto è da qualche anno che seguiamo le indicazione di NDR che punta più che altro a suggerirci quello che dovrebbe essere il TREND del mercato,  ma quest'anno lo schema soprende per la sua precisione. 

A giorni le società inizieranno la pubblicazione degli utili (come già detto dovrebbero essere abbastanza aderenti alle aspettative) e la nostra attenzione sarà comunque rivolta alle aspettative future che di solito si accompagnano ai numeri. 

Quello che francamente ci preoccupa è il fatto che meno del 50% delle società presenti nell'indice stia trattando sopra la media mobile dei 50 giorni. Di rimando significa che oltre il 50% dei titoli ha già iniziato a muoversi al ribasso e con una simile dinamica sarà sempre più difficile sostenere il trend dell'indice.



Il nostro indice è invece nuovamente entrato in una dinamica di spostamento laterale. Venerdi ha chiuso a 11'964 punti e per vedere nuovi rialzi dovremo attendere il superamento di quota 12'080. Pronti ad un nuovo alleggerimento sotto quota 11'870.




venerdì 25 giugno 2021

Inflazione no problem



 Chiediamo subito venia per la ridondanza dei nostri commenti, ma il controllo dell'andamento inflattivo è un tema troppo importante per essere trascurato. 

E' appena stato pubblicato negli USA il Personal Consumption Expediture anno su anno (PCE) che mostra un lieve aumento (3.4%)  rispetto alla precedente rilevazione (3.1%),  segno che la dinamica dei costi rimane comunque rialzista. E' vero che oggi è uscito un'altro dato, quello della Spesa Personale di maggio che era atteso al rialzo (0.4) ma che in realtà non si è mosso (0.0%): quindi si è speso meno (forse a causa dell'aumento dei prezzi?)  e contrasta un po con il PCE riequilibrando in parte la situazione.

Nel frattempo la FED, attraverso la voce dei suoi rappresentanti,  non perde occasione per ridimensionare la problematica inflazione etichettandola, come ben sapete,  transitoria. L'obiettivo ci pare chiaro: è quello di assuefare l'investitore all'idea che l'aumento dei prezzi sia una realtà presente nel circuito economico. L'inflazione è qui per rimanerci e sarà un elemento che non potremo più dare per assente come fatto negli ultimi 10 anni. Indirettamente stanno cercando di far passare l'idea, che presto o tardi,  la leva dei tassi dovrà entrare in funzione (attesa nell'ultimo scorcio del 2022) ma quando sarà arrivato il momento il mercato avrà già preventivamente digerito la cosa e forse non assisteremo a scene di panico collettivo condito dall'inevitabile crollo delle borse. Speriamo!


Ricontrolliamo l'indice delle materie prime di Bloomberg: dopo la correzione della scorsa settimana sta riprendendo a salire e a maggior ragione probabilmente il movimento continuerà dopo che ieri Biden ha annunciato un accordo bipartisan per ulteriori 579 miliardi di spesa pubblica nelle infrastrutture.


Anche il Baltic Dry index ha ripreso la sua salita. Rammentiamo che il BD  è un indice che monitora i costi dei trasporti marittimi ed è un buon indicatore della domanda di materie prime e derrate alimentari. Per queste sue caratteristiche viene monitorato per individuare i segnali di tendenza della congiuntura economica che viene segnalata quindi in buon rialzo. 

Insomma, le condizioni per vedere un'inflazione crescente nei prossimi mesi ci sono...


Ovviamente noi siamo interessati alla reazione dei mercati ed in primis dello S&P500:


Come già sottolineato le spinte inflazioniste sembrano non preoccupare:  proprio ieri, dopo una serie infruttuosa di tentativi, l'indice è riuscito a superare la resistenza dei 4250 punti,  indispensabile per pensare di raggiungere l'obiettivo di NDR a 4500 punti. Il superamento è avvenuto con volumi non eccezionali (freccia rossa) ma se lo S&P trova la forza di restare sopra la linea di resistenza per qualche giorno e magari accumulare qualche punticino supplementare, forse avremo la conferma definitiva che la strada per i 4500 punti è aperta. Mentre stiamo scrivendo mancano 10 minuti all'apertura dell'America ed alla fine del nostro intervento vi diremo come ha aperto...


In molti ci chiedono un costante aggiornamento del grafico di NDR: per il momento c'è solo da ammirare l'accuratezza della previsione e, a quanto pare, dopo la rottura della resistenza abbiamo ancora qualche settimana di bel tempo davanti a noi.




 

La borsa Svizzera sembra aver perso un po' del suo smalto ed tutta la settimana che consolida attorno agli attuali livelli. Per il momento è ancora all'interno del canale ascendente e potrebbe anche restarci... Come sottolineato la scorsa settimana, a questi livelli una mini presa di profitti può essere fatta: siamo quasi certi che un po' di liquidità nelle prossime settimane potrà servire.


Alle 15:41 l' S&P500 è al rialzo dello 0.22% a 4'275 punti nuovo record storico... proviamo a goderci il week end. 

A presto e buona lettura!