venerdì 31 luglio 2020

Fab Four ( e non sono i Beatles...)




Un piccolo spavento ieri l'abbiamo preso: con volumi al rialzo abbiamo sfondato il supporto dei 10215 punti e già ci stavamo fasciando la testa. Fortuna vuole che la caduta è stata frenata dal supporto dinamico che abbiamo evidenziato con la linea nera obliqua ed oggi stiamo tentando un recupero.
Dovremo abituarci anche nelle settimane a venire ad assistere a questi strappi sia verso l'altro quanto nella direzione opposta e dovremo essere bravi ad identificare un eventuale cambio del trend che per il momento resta ancora trasversale.

206 trilioni di dollari e 29 di utile netto in 3 mesi, sono i numeri pubblicati ieri dai quattro big della tecnologia made in USA... che dire: bravi e se qualcuno reclama che la ricchezza finisce sempre nelle stesse mani, in parte ha ragione, ma non scordiamoci che nessuno ci impedisce di acquistare le azioni dei Fab Four... E' ovvio che un pochino stiamo rosicando in quanto, pur avendole sotto il naso tutto il giorno, mai ci siamo avventurati in acquisti che sembravano già parecchio tempo fa, non proprio per cuori deboli... abbiamo sbagliato e molto probabilmente continueremo caparbiamente a sbagliare!



Attenzione: avevamo detto che il campanello d'allarme suona sotto i 0.91 centesimi per dollaro e ci siamo. Ora prima di spingerci a vendere a piene mani dollari contro chf o contro euro vogliamo vedere se c'è, come sembra in questo momento, la possibilità di risalire sopra lo 0.91 (venerdi, 13:35 siamo a 0.9095). In effetti preoccupa parecchio la mancanza di qualsiasi domanda nei confronti del biglietto verde e non capita di frequente osservare un tale trend ribassista senza un minimo di rimbalzo (per lo meno tecnico considerato un RSI a 17...). Confermiamo che se questo rimbalzo non avviene, potremmo anche rivedere quota 0.87 o giù di lì.



giovedì 30 luglio 2020

Grazie America...

Qualche cosa sta accadendo dall’altra parte dell’oceano?  Trump sente il fiato  di Biden sul collo e sta proponendo un rinvio delle elezioni tirando in ballo l’inefficienza di un eventuale voto per corrispondenza (che in Svizzera esiste da anni e funziona egregiamente...) . I grandi del Tech sono stati chiamati in udienza, non dal Papa, ma dal Senato americano che inizia a porsi delle legittime domande sul loro strapotere: la cosa ci ricorda lo smembramento delle compagnie petrolifere del secolo scorso e poi sappiamo come è andata a finire (non benissimo...). Tik Tok, l’applicazione musicale Made in Cina, inizia seriamente a preoccupare Zuckerberg  che se la vorrebbe mangiare, prima che siamo i cinesi a mangiarsi un pezzo della sua creatura... insomma qualche cosa inizia a scricchiolare...
Poi, come abbiamo anticipato nel commento di ieri, ci si mette anche Powel (il gov della Fed) a gettare benzina sul fuoco sottolineando come la pandemia da Covid 19 è ben lungi dall’esser debellata tanto da giustificare nuovi lockdowns che di sicuro non fanno bene alla ripresa: quindi, l’azione della Fed rimane iper-accomodante e si studierà qualche altra alchimia per ridare un po’ di smalto all’eco USA se sarà necessario.

Risultato:  borse in ritirata da un 2% ad un 4%. Mettiamoci tutti il cuore in pace...una correzione ci sta. Non ci sembra che i trend siano in pericolo e quindi per il momento non ci allarmiamo più di tanto.

mercoledì 29 luglio 2020

USD




Siamo piuttosto impegnati in questi giorni a rispondere alle vostre domande sull'indebolimento del dollaro. 
Nel grafico qui sopra lo vediamo contro chf in evidente stato di iper-venduto, preludio ad un probabile rimbalzo tecnico (fino a 0.9315), rimbalzo che comunque non dovrebbe fargli cambiare il trend  principale che per il momento rimane ribassista.

Le cause della debolezza del dollaro sono parecchie, ma pensiamo che il mix tra una politica della FED molto aggressiva ed una conduzione della problematica Covid19 piuttosto approssimativa, sia il detonatore che ha innescato la carica.

In effetti una politica così aggressiva da parte della banca centrale americana non si era mai vista ed il fatto che sia messa di buzzo buono ad acquistare, tra le tante cose, anche obbligazioni di società decotte, ha indispettito non pochi investitori...

Più grave ancora, è la percezione che la strategia adottata per contenere i danni economici del Coronavirus, sia per lo meno deficitaria, con possibili (gravi) ritardi sulla ripresa economica. In effetti la forza dell'euro è spiegabile, anche se con un certo ritardo, all'adozione del recovery fund ma soprattutto grazie ad una gestione della pandemia che, con ogni probabilità,  porterà l'Europa fuori dal pantano prima degli Stati Uniti...



Fatto sta che quanto sopra,  ha innescato un movimento che ha esaltato la correlazione negativa che  ultimamente esiste tra dollaro ed oro. (nel grafico il movimento dell'oro (linea verde) contro il dollar index).

L'oro come avevamo già avuto modo di discuterne, è influenzato positivamente dai seguenti fattori:
  • Le rese reali (resa - inflazione)  che anche sul dollaro sono negative
  • L'avversione al rischio di tanti investitori è palese
  • L'allargamento dei deficit statali (non solo dello stato USA) sono una realtà che peserà
    anche (soprattutto) sulle generazioni future
  • Non da ultimo pare che ci sia una correlazione inversa, che è sempre esistita, tra la quotazione dell'oro e la popolarità del Presidente americano... se i sondaggi non mentono pare che questa correlazione sia confermata.

In buona sostanza non è un gran bel momento per la valuta americana, ma rimane comunque la moneta principale del 90% degli scambi economici a livello mondiale. Noi lo guardiamo con attenzione, ha una febbre da cavallo, ma potrebbe anche guarire (è successo più volte che lo davano per morto). Contro chf controlliamo che non scappi sotto lo 0.91:  per il momento dovrebbe tenere.

martedì 28 luglio 2020

A volte ritornano!




Rieccoci finalmente! Ci siamo lasciati, per motivi non dipendenti dalla nostra volontà, il 2 di luglio quando l'indice SMI navigava attorno ai 10'000 punti disegnando un grafico che più che ad una V sembrava una radice quadrata... 

Da allora ci siamo spostati più che altro lateralmente, con volumi decrescenti, in attesa della pubblicazione degli attesissimi risultati trimestrali, risultati che sono usciti in gran parte in linea con le aspettative: qualcuno ci dice che non poteva essere diversamente, considerando il fatto che tutto l'universo degli analisti aveva già ridotto, nel trimestre precedente, gli utili attesi. Può darsi ma il constatare che effettivamente è così non ci dispiace più di tanto... 

Quindi di sorprese vere e proprio non ve ne sono state e stancamente stiamo cercando di superare l'afosa estate senza farci troppo male.

Il vaccino contro il covid19 potrebbe far capolino già per la fine del 2020 (poi la distribuzione sarà un'altra storia...) mentre l'evento che oramai tutti aspettano sono le elezioni americane dove, pare, i sondaggi non siano favorevolissimi a Trump. Sicuramente avremo modo di analizzare la situazione nelle prossime settimane.





Con le rese reali che si avvicinano allo zero o giù di lì, si poteva anche immaginare di avere un dollaro non proprio in piena forma, ma pensare ad un tale indebolimento sia contro CHF  (e fin qui nulla di strano...) sia contro EUR (chi l'avrebbe mai pensato...) sarebbe stato fino a poco tempo fa, non diciamo impensabile, ma poco probabile.
Per il momento pensiamo che contro chf possa fare base attorno allo 0.91/0.92 ma sotto questi livelli la situazione diventa pensante e non facilmente reversibile fino al raggiungimento degli 0.87 centesimi...
Contro euro sembra proprio che 1.20 sia a portata di mano, 1.25 non improbabile...


Cosa dire a proposito dell'oro? Ricordiamo che il 17 di giugno avevamo detto che senza segnali particolari l'oro andava semplicemente tenuto: dal grafico si deduce facilmente che segnali di acquisto ne sono poi arrivati e qualche cosa abbiamo incrementato. Ora siamo ai massimi: l'analisi tecnica ci dice poco ma i motivi per i quali l'oro è andato al rialzo sono ancora tutti presenti. Si va dai tassi negativi, alle tensioni Cina-Usa, alla carenza di estrazione, al denaro stampato a piene mani e che vale sempre meno, ai quali aggiungiamo quella sensazione di malessere che il covid19 ha inoculato in ognuno di noi. Per il momento tenere.... 2000$ all'oncia, per quanto ambiziosi, potrebbero diventare una realtà.

giovedì 2 luglio 2020

Dati USA


...dati migliori del previsto...reazione mercati tiepida...

Vix-Smi-Usd




L'indice VIX sembra dirci che la "paura" sta diminuendo... potrebbe essere un buon segno ma rimaniamo vigili,  perché la pandemia di covid19 non sembra allentare la presa ed anche in Europa si teme una ripresa del contagio ma, a dire il vero,  non sembra preoccupare gli investitori più di quel tanto. 

Forse è giunto il momento di cominciare a pensare alle prossime elezioni presidenziali Usa: da quando Sanders ha lasciato la scena le elezioni non sono più state oggetto di attenzione da parte dei mercati, ma da qualche giorno si è tornati a parlarne:  nei sondaggi sembra che Trump stia perdendo terreno preoccupando non poco l'elettorato e soprattutto i vertici del partito repubblicano... non è da escludere che qualcuno stia spingendo addirittura per un suo ritiro dalla campagna elettorale prima di far affondare definitivamente il partito... vedremo. 

 Certo che se  dovesse vincere,  ma perdendo anche il controllo del Senato o addirittura essere mandato a casa da Biden, gli scenari politici ed economici potrebbero variare notevolmente. E' molto probabile che Biden continuerà ad aumentare il debito e a creare moneta, ma ci sarà certamente un aumento delle tasse e questo creerà una certa pressione sui margini di profitto delle aziende; quando Trump dice che potrebbe esserci una scossa nei mercati azionari, questa volta potrebbe anche aver ragione. Siamo stati mezzi avvisati...



Le borse di mezzo mondo hanno reagito bene ai dati USA di ieri (accupazione ADP e ISM meglio del previsto) ed oggi ne aspettiamo altri (compresi quelli di domani essendo l'America chiusa per festività).
Lo SMI è ritornato a testare la resistenza e se oggi pomeriggio i dati sono discreti potremmo osservare un tentativo di superarla. Per il momento consideriamo il nostro mercato ancora in spostamento laterale fino a prova contraria.



Attenzione al dollaro (sia contro chf che euro) in quanto tra ieri ed oggi ha sfondato al ribasso un piccolo triangolo dando il via ad un trend ribassista di breve periodo e probabilmente potremmo vedere quota 0.9315 nei prossimi giorni, poi saremmo a quel livello compratori.

martedì 30 giugno 2020

Fine trimestre


Pare proprio che non ci sia la possibilità di toglierci di mezzo questo spostamento laterale dello SMI (che caratterizza quasi tutti gli indici principali). E' vero che uno spostamento di questo tipo non ci crea troppi problemi, ma va pure detto che la performance dei nostri depositi langue. Non siam messi malissimo, soprattutto se pensiamo allo stato dell'economia reale, ma insomma,  abbiamo ancora un meno davanti che disturba...

A proposito di economia reale, stiamo arrivando di gran carriera alla fine del secondo trimestre e non vi nascondiamo che siamo molto curiosi di verificare quanto grave sia il paziente. Fra qualche giorno inizieranno le pubblicazioni dei dati societari e forse potremo fare un primo check up da ripetersi poi, ben più importante, con quanto risulterà dal terzo fondamentale trimestre.

Operativamente parlando se l'indice continua ad evolvere tra i 10'000 e 10215 punti terremo semplicemente le posizioni sotto controllo, pronti ad aumentarle con giudizio sopra la resistenza e a vendere con una certa decisione se sfondiamo i 10'000.

Le valute segnalano comunque un certo nervosismo con un rafforzamento generale del CHF, notoriamente valuta rifugio per eccellenza, alla quale si affianca l'oro,  che per quanto abbia momentaneamente smesso di salire velocemente, si mantiene sempre ad una quota molto elevata e i 1800$ l'oncia sono a portata di mano. Come detto più volte, chi ha oro se lo tenga... per il momento.

giovedì 25 giugno 2020

Correzione salutare, per il momento...



Qualcuno ci ha chiesto se è arrivato il momento di alleggerire se non addirittura di vendere una buona parte delle azioni e mettersi in sicurezza.

Difficile rispondere in maniera univoca: tecnicamente ci vien da dire che questa correzione era attesa (da troppi giorni si cercava di trovare la forza per superare con convinzione la resistenza a 10215 senza successo...) ed ora ci troviamo nella terra di nessuno ovverosia equidistanti da supporto e resistenza statici. Quello che possiamo confermare è che per il momento lo spostamento laterale continua e non diremmo che a tutti i costi bisogna uscire a piene mani. Magari una sforbiciata ai titoli secondari del portafoglio la si può dare ma i difensivi si possono tenere.

Certo che di motivi per far nascere nelle nostre menti qualche preoccupazione non mancano:

  • Il covid nel  mondo non molla la presa e soprattutto nelle Americhe la situazione non è del tutto confortante, anzi...
  • I dazi di Trump ogni tanto fanno capolino nelle cronache finanziarie e danno fastidio.
  • La Germania sta vivendo proprio in questi giorni il suo piccolo scandalo finanziario grazie alla Wirecard che a giorni dovrebbe inoltrare domanda di insolvenza... Tutti a preoccuparsi per la tenuta delle banche Italiane/Spagnole e poi vieni fregato da un tedesco... è il mondo che va all'incontrario e sarà forse una delle eredità più pesanti che ci lascerà la pandemia...
  • A proposito di salvataggi eccellenti: che ne dite di Lufthansa? Dopo un po' di studiata melina, tanto per gettare un po' di polvere negli occhi degli investitori, anche il miliardario che tiene la compagnia per... le ali... si è deciso a mollare la presa e benedire l'arrivo di 9 mia di finanziamenti statali. Per essere un paese frugale, niente male!
Insomma tutto il mondo è paese e si salvi chi può. 

Ci verrebbe proprio voglia di ammettere che buoni motivi per continuare a foraggiare la borsa non ce ne sarebbero molti, ma come detto molte volte, per il momento è l'unico luogo dove si può ancora pensare di investire qualche denaro... Non siamo messi benissimo.

martedì 23 giugno 2020

Divergenze



Sono molti gli appelli che arrivano dagli analisti che tentano di metterci sull'attenti di quanto sia ampio il divario tra la realtà dell'economia e quello della finanza che sembra stare su un altro pianeta.
Che ci sia qualche cosa di strano l'hanno oramai capito tutti e l'immensa marea di liquidità che sta invadendo il mercato non fa altro, esaurito il bacino di contenimento del reddito fisso, che riversarsi nelle borse di mezzo mondo, distorcendo probabilmente non di poco la realtà.

Noi ne prendiamo atto ma NON possiamo ignorare il trend dei mercati che continuano a salire: magari con minor convinzione ma la direzione, fatto salvo qualche benefica correzione, è quella all'insù. Noi nel mercato ci restiamo fino a quando, come detto più volte, non abbiamo l'evidenza di un cambiamento duraturo del trend.


Si parlava molto di ripresa a V a U a W,  ma a noi sembra molto che per il momento il mercato stia disegnando una nuova figura che assomiglia alla radice quadrata: francamente non abbiamo ancora bene in chiaro cosa voglia significare,  ma la cosa sta diventando ogni giorno che passa sempre più curiosa e non disperiamo di venirne a capo.

Scherzi a parte da qualche giorno stiamo testando la resistenza a 10215 punti e si fa fatica ad andare oltre, ma forse i PMI europei di stamani, decisamente buoni, possono aiutare nei prossimi giorni a fare un ulteriore salto che porterebbe la nuova resistenza statica a 10500 punti. Vedremo...

mercoledì 17 giugno 2020

Covid19: occhio alla Cina!




Non vi nascondiamo che stiamo osservando con qualche timido timore il riacutizzarsi del Covid19 in Cina. Per il momento sono solo alcuni focolai che pare siano già stati isolati e siamo ben lungi dal ritrovarci confrontati con una resurrezione della precedente pandemia. 
Dovesse essere il caso, ma speriamo proprio di no, abbiamo accumulato una certa esperienza e sappiamo oramai come muoverci senza dover a tutti i costi mirare all'immunità di gregge, che ha evidentemente dei limiti soprattutto di carattere morale,  ma non solo...



A quanto pare, per il momento, i mercati non si preoccupano più di tanto ed anche il nostro SMI sta nuovamente testando la resistenza a 10'125 ed oggi potrebbe anche superarla con obiettivo 10'500 punti.
La rotazione settoriale è ancora in corso e da qualche giorno sono i farmaceutici e Nestlé che stanno dettando i ritmi: a noi non dispiace in quanto formano lo zoccolo duro dei nostri portafogli.

Certo che i dati sulle vendite al dettaglio americani di ieri hanno positivamente sorpreso anche i più ottimisti degli analisti e contribuiscono a mantenere i mercati azionari ben impostati. Per il momento di cedere titoli a piene mani non se ne parla. Magari qualche presa di beneficio, soprattutto su titoli secondari non strategici per il portafoglio, si può fare ma non andremmo oltre. Attendiamo i numeri del secondo trimestre, che non saranno bellissimi,  ma se saranno migliori delle aspettative potrebbero rilanciare la corsa delle borse. In caso contrario pigiare sul tasto "sell" sarà inevitabile.


Il dollaro americano resta debole e per il momento lo resterà. NON siamo compratori e quota 0.93/92 potrebbe essere il  target. Solo allora saremo disposti a rivedere il nostro giudizio.


L'oro ha vissuto il suo momento di gloria tra gennaio e la fine di aprile, ma da allora il movimento è diventato laterale e senza evidenti segnali non incrementiamo le posizioni limitandoci a mantenere quanto in essere.

lunedì 8 giugno 2020

Segui il trend...


La scorsa settimana borsistica è stata tutt'altro che una noia e dopo un periodo di spostamento laterale, che ha contraddistinto un po’ tutte le borse, si è ritornati a salire anche con una certa prepotenza. 

Ovviamente sono stati soprattutto i ciclici e le azioni ritardatarie a trainare il rialzo e con la settimana entrante,  dopo la pubblicazione dei dati sulla disoccupazione USA di giovedi e venerdi e la conseguente reazione in borsa, ci stiamo chiedendo come potrà andare avanti.

Come ben sapete noi cerchiamo di seguire il trend e fino a quando non ci saranno segnali di inversione non abbiamo intenzione di vendere: “the trend is your friend” e questa è la banale quanto efficace  regola numero uno di tutti gli analisti tecnici. Regola che ovviamente non abbiamo intenzione di eludere…



 Anche il famoso indice della paura (VIX) sta retrocedendo, non con la stessa velocità con la quale è salito,  ma comunque risulta evidente che il clima borsistico si sta rilassando e questo, per il momento,  ci lascia parzialmente tranquilli.

 Comunque non passa giorno che non ci chiediamo quali potrebbero essere i fattori che contribuirebbero ad un cambiamento dell’attuale trend borsistico, ma forse prima vale la pena elencare che cosa può sostenere ulteriormente il trend in corso:

 ·         A breve termine la rotazione settoriale che abbiamo osservato all’inizio della settimana non è ancora terminata: con questo ritmo comunque  non ci vorranno molti giorni prima di riportare il valore di certe azioni cicliche ed un manipolo di small caps a livelli più accettabili. Poi vedremo cosa succede.

·     I dati economici sono fondamentali per comprendere  l’evoluzione di questo mercato: soprattutto il tasso di disoccupazione  è importante per intuire quali potrebbero essere le evoluzioni future dei consumi e la conseguente spinta inflazionistica che ne potrebbe (o forse no) derivare. Certo che il dato di giovedì sui nuovi disoccupati  ha stupito un po’ tutti: 2.5 mio di nuovi posti non erano minimamente attesi! Vediamo nelle prossime settimana se qualche altro indicatore ci saprà sorprendere.

·         Pare che non vi siano troppe alternative all’investimento azionario. E’ vero che per chi vuol prendersi dei rischi il comparto degli high yield  qualche soddisfazione la può dare, ma noi siamo  della vecchia scuola e i rischi, di norma,  pensiamo si debbano prendere in borsa;  ci risulta che sono ancora in molti a non aver approfittato del recupero e che potrebbero essere tentati di partecipare alla festa alimentando la crescita...

·     I tassi a nostro giudizio staranno bassi per lungo tempo; con tutti i debiti che i Governi stanno facendo,  anche se dovesse esserci qualche accenno di inflazione crescente (la grande assente di questi anni ) vediamo male un deciso rialzo dei tassi guida.

·         Non da ultimo per importanza, dobbiamo considerare la possibilità che un vaccino o una terapia farmacologica che combatta il covid19 possa essere una realtà in tempi più brevi del previsto e contribuirebbe a ridurre le paure legate alle ricadute e relativi periodi di lockdown che sarebbero letali per i mercati.

 Ma veniamo ai fattori che potrebbero rovinare la festa in borsa:

·   Partiamo proprio da una nuova ed inattesa ondata di contagi che potrebbero aver bisogno di un nuovo lockdown. Sarebbe deleterio. Comunque per il momento la ripresa, anche se solo parziale, della mobilità (per lo meno in Europa) non sembra che sia accompagnata da un aumento significativo dei contagi. Con il passare dei giorni e delle settimane vedremo se questa percezione sarà supportata anche dalla statistiche.

·      Il rialzo dei mercati azionari di queste ultime settimane ha spinto i valori borsistici a livelli non facilmente sostenibili se non accompagnati da una reale ripresa degli utili societari: un primo test importante coinciderà con la pubblicazione ai primi di luglio dei dati del secondo trimestre e se quest’ultimi, attesi ovviamente pessimi, saranno comunque meno disastrosi del dovuto potremmo avere una gradita sorpresa.  La prova del nove comunque l’avremo con la pubblicazione del terzo trimestre ma dovremo aspettare il mese di ottobre (e nel frattempo di contrattempi ce ne possono essere parecchi…). 

·   Osserviamo con una certa apprensione la diatriba tra Cina e USA e saremmo veramente preoccupati se dalle minacce legate all'introduzione dei dazi, che hanno per il momento un sapore più elettorale che altro, si passasse alla reale applicazione degli stessi. 

·         Già che abbiamo menzionato le elezioni americane di novembre, registriamo a tal proposito una perdita di consensi dell’attuale presidente e che da una rielezione quasi certa si è passati ad uno scenario meno chiaro e cristallino… è ancora troppo presto per fare previsioni e quindi per il momento ci limitiamo a questa segnalazione senza entrare troppo nel merito delle sue conseguenze.




venerdì 5 giugno 2020

+ 2.5 mio!



Che dire? continua il momento magico dei mercati azionari (ma non so quelli a dir la verità) che si stanno portando con una certa sorprendente velocità verso lo zero cosmico per poi emulare il NASDAQ... almeno questo è quanto è dato da vedere.

SMI e S&P sono da giorni ben pagati, mentre il DAX ci ha impiegato meno di 4 giorni lavorativi a recuperare il gap con i primi due, spronato ieri dai colpi di bazooka della BCE.
La Francia arranca ma pensiamo che sia il prossimo mercato a dover mettere il turbo: non ci sono titoli che ci piacciono in modo particolare e quindi noi ce lo giocheremo con l'acquisto di un semplice ETF.

Sono settimane che gli analisti e noi, anche se analisti non siamo, stiamo mettendo sull'attenti chi ci legge e non manchiamo di evidenziare il gap sempre più macroscopico che si sta formando tra l'economia reale e la finanza: i due soggetti non suonano la stessa musica e stanno evidentemente eseguendo spariti notevolmente diversi...

Ma c'è anche un detto in borsa che dice, un po' spavaldamente, che "il mercato non sbaglia mai" e a giudicare dai dati sulla disoccupazione usciti oggi pomeriggio negli USA, ci verrebbe da dire che in effetti, il famigerato mercato,  ci ha visto lungo: nelle ultime settimane eravamo abituati ad annotare la creazione di camionate di disoccupati e anche questo venerdì eravamo pronti a numeri che, come anticipato da Bloomberg, dovevano nuovamente sfiorare i 7.5 mio di nuovi senza lavoro,  ma la realtà è ben diversa e a sorpresa ci sono 2.5 mio di occupati in più! Insomma la disoccupazione generale era attesa ad un -15% ma in realtà è "solo" del 13.7... A quanto pare la macchina economica americana si è rimessa in moto già nel mese di maggio.

 Una rondine non fa primavera? giusto, ma 2.5 mio di nuovi posti di lavoro stanno rilanciando i futures sul Dow e lo S&P e l'Europa segue. Un po meno il Nadaq: forse i tecnologici si stanno prendendo una giusta pausa... l'attenzione di questi giorni è sui ritardatari...

Buon week end!

giovedì 4 giugno 2020

BCE

Abbiamo appena terminato di digerire la conferenza della BCE... La Lagarde non è (ancora) Mario Draghi ma questa volta, pur non entusiasmando la platea (rigorosamente in collegamento telefonico), ha mosso un poco le acque intensificando la risposta a quella che la Nostra definisce, a ragione,  "una contrazione senza precedenti" e che ha spinto la Banca Centrale ad espandere il riacquisto di obbligazioni a 600 mia (attesi 500) prolungandone la data fino a giugno 2021; tale mossa si giustifica  in quanto considera  "tiepida" la risposta che l'economia sta faticosamente cercando di mettere in atto per  contrastare gli effetti negativi del covid19

Per quest'anno, purtroppo, si parlerà solo di contrazione del PIL Europeo e la ripresa, pandemia permettendo, sarà solo per il 2021. Non ci sono in vista riacquisti di obbligazioni spazzatura (problema decisamente minore rispetto a quello americano dove la FED deve per forza intervenire), e non si è detta preoccupata più di tanto della sentenza della corte tedesca emessa lo scorso mese: "si dice fiduciosa di trovare una buona soluzione".  Speriamo...

La reazione dei mercati si è vista soprattutto in ambito forex: dollaro giù a 0.9567 contro chf e debole pure contro euro a 1.1345; Euro/chf in buona ripresa a 1.0856 e lo slancio potrebbe portarlo a breve a ridosso del 1.09.

Borse in pausa di riflessione: ci voleva proprio. Bello vederle salire ma il troppo storpia e una mini presa di beneficio non fa che del bene... vedremo nei prossimi giorni/settimane se la marea di liquidità che verrà iniettata nei prossimi 12 mesi verrà assorbita, come pensiamo, dai mercati azionari.

Ciò non toglie che seguiamo sempre con attenzione il trend e se vi fossero segnali d'inversione ve lo segnaleremo (....possibilmente per tempo...)

Buona serata!




mercoledì 3 giugno 2020

Ipercomprato in arrivo...




Una rapidissima osservazione: come detto ieri la rottura della resistenza è stata confermata. Nuovo target per  l'indice SMI 10215.
Domani vi daremo conto con maggiori dettagli di quanto sta accadendo soprattutto sulle borse europee. Non vi nascondiamo che una correzione potrebbe anche arrivare: tutto è salito troppo velocemente e l'indicatore RSI (62.13) inizia ad avvicinarsi pericolosamente all'ipercomprato.

A domani!

martedì 2 giugno 2020

Smi: rottura confermata


Come abbiamo scritto domenica scorsa, eravamo molto curiosi di vedere come il mercato svizzero / europeo in generale si sarebbe posizionato nella settimana entrante. Il sospetto che il timore di perdere il treno, avrebbe spinto molti investitori a rompere gli indugi e continuare ad acquistare azioni,  stamani è stato confermato. L'Europa più che una Svizzera stanno mettendo a punto una performance di tutto rispetto che potrebbe continuare ancora per qualche giorno.
Come avevamo indicato sono soprattutto i valori legati al mondo dell'auto, delle assicurazioni e del tempo libero che stanno correndo e noi siamo solo che contenti.



Non vi nascondiamo che qualche timore per quanto sta succedendo negli USA l'abbiamo e tanto per avere informazioni di prima mano, nel primo pomeriggio abbiamo interpellato i nostri contatti che ci confermano quanto segue:

1) E' chiaro che la disparità tra bianchi e neri è un problema secolare ben lungi dall'essere risolto: gli eventi di questi giorni ne sono la prova. C'è da chiedersi se mai si troverà una soluzione ad un problema simile e in cuor nostro conoscete anche voi, purtroppo, qual'è la risposta...

2) Il lockdown non è stato vissuto da tutti nello stesso modo ed indubbiamente per le fasce più disagiate della popolazione l'isolamento non è stata una passeggiata di salute: le dimostrazioni e gli assalti ai negozi di questi giorni fungono da valvola di sfogo.

3) Trump in questo frangente, bisogna ammetterlo, più che calmierare la situazione la sta portando ad un livello superiore incitando i governatori all'uso della forza militare per sedare gli animi. Par di vedere l'establishment cinese fregarsi le mani... che assist!

4) Non scordiamo che in un batter di ciglia l'economia americana ha creato oltre 30 milioni di disoccupati e a noi suonava strano che nessuno se ne preoccupasse!

In conclusione: i disordini non sono da sottovalutare ma potrebbero essere di breve durata (diciamo ancora una settimana); il procrastinarsi di queste sommosse per un periodo di qualche settimana potrebbe invece costituire una parziale minaccia per l'avvio di una "fase 2" e relativa ripresa a V dell'economia che a quanto pare è lo scenario che i mercati danno per scontato.

Affaire à suivre (con attenzione...)

domenica 31 maggio 2020

Rieccoci...

Buona domenica a tutti! Crediamo e speriamo di aver finalmente risolto la panne tecnica che ci ha impedito di essere costanti nell’aggiornamento del blog... 

Dobbiamo ammettere che durante questa ultima settimana non è successo nulla di trascendentale,  fatto salvo il perdurare di una certa qual aria “d’irrazionale esuberanza dei mercati” di greenspaniana memoria che sta facendo scorrere un sacco di inchiostro nel tentativo di giustificare e dare un senso ai rialzi di certe borse  che a ben guardare avrebbero ben poco da festeggiare. 

Non sappiamo se ve ne siete mai accorti, ma quando ci incaponiamo nel voler a tutti i costi  spiegare razionalmente l’irrazionale, sconfiniamo spesso nel ridicolo.  Se la situazione non fosse grave, a volte ci sarebbe pure da divertirsi nella lettura di certi articoli,  spesso redatti da illustri economisti, che a poco a poco stanno diventando sempre più incomprensibili: i neologismi si sprecano, i concetti sono sempre più arzigogolati, tante, troppe, le domande che restano senza una risposta , per non parlare delle regole del linguaggio che sembrano essere state momentaneamente sospese a favore di un certo metalinguaggio che si sta impossessando delle nostre coscienze portandoci piano piano alla convinzione  che tutto sta andando bene.

Tanto per non perdere il buon umore, tutto ciò ci riporta alla mente la “supercazzola”, geniale invenzione del regista Monicelli, quello di Amici miei, e come spesso accade per le cose geniali, il termine è entrato nel linguaggio comune e sta a significare, citando Wikipedia, “un nonsenso, una frase priva di logica composta da un insieme casuale di parole reali e inesistenti, esposta in modo ingannevolmente forbito e sicuro a interlocutori che, pur non capendo, alla fine la accettano come corretta.” Riflettete bene su questa definizione: non è esattamente quello che ci sta propinando la finanza mondiale? 

Come abbiamo già sottolineato piu di una volta,  noi non possiamo e non vogliamo rinunciare a seguire i mercati. Il nostro approccio è semplice e , come oramai avete capito,  facciamo abbondante uso di una spartana analisi tecnica, che malgrado i suoi limiti, è a nostro giudizio l’unica che è in grado di fornire pratiche indicazioni. 
A noi interessa soprattutto individuare un trend, sapere quanto restare dentro ad un mercato e quando uscirne. Questo basta e avanza sperando di evitare accuratamente le supercazzole...





Venerdì scorso, i mercati di mezzo mondo erano in attesa della conferenza stampa di Trump. Fra parentesi  è probabile che Trump sarebbe piaciuto molto al regista Monicelli che ne avrebbe fatto di sicuro una sua fonte d'ispirazione; 
a dir la verità anche noi venerdì avremmo gradito trarre ispirazione da quanto ha detto ma, e non è la prima volta che capita, siamo rimasti un po’ delusi: in buona sostanza ha ribadito che gli USA abbandoneranno l’OMS, oramai manipolata dalla Cina, e che Hong Kong verrà sanzionata (come?) per non esser riuscita ad opporsi efficacemente al potere di Pechino. 

Ed in un clima che sa già di campagna elettorale, ribadisce che per le aziende cinesi quotate in America ci saranno prossimamente delle novità poco gradite , così come come verranno prese precauzioni nei confronti degli studenti cinesi presenti negli atenei americani ed in generale verso quei cinesi residenti negli States che possono in un qualche modo essere d’impiccio agli USA.

Il clima per la verità è più da guerra fredda che non da campagna elettorale ma per fortuna le esternazioni presidenziali non sembrano, come temuto, aver scombussolato più di tanto i mercati che si sono ripresi nel finale confermando la direzione del trend di questi ultimi giorni. 

A proposito di trend, quello della borsa Svizzera continua ad essere laterale ma è abbastanza probabile che due giorni fa abbiamo assistito, supportata da volumi leggermente al rialzo, alla rottura della resistenza a 9810 punti  e che potrebbe, lo vedremo nei prossimi giorni, dare il via ad una nuova fase rialzista. Per il momento la rotazione settoriale è forse l’evento che maggiormente  sta caratterizzando il nostro mercato ma,  come detto,  la rottura della resistenza potrebbe scompaginare un po’ le carte. 

E’ probabile che , soprattutto nelle borse europee, assisteremo a delle performances positive su quei settori che fino ad oggi sono stati fortemente penalizzati quali le auto e il tempo libero. Banche ed assicurazioni sono pure in fase di leggero recupero. Occhio agli  alimentari e farmaceutici che sono ben quotati ed hanno perso un po’ di smalto.




Per coloro che investono o speculano con il dollaro, segnaliamo che il cross Euro/$, da quando l’EU ha palesato i suoi piani per evitare il tracollo, si sta rafforzando e la cosa ha un influsso anche sulla parità $/chf che , come potete vedere dal grafico,  ha perforato al ribasso il triangolo che si è formato a partire dalla fine di marzo. Non vorremmo essere eccessivamente allarmisti ma questa rottura potrebbe aver dato il via ad una fase ribassista che porterebbe il dollaro a 0.93/0.92 nelle prossime settimane. Per chi intendesse comprare dollari vale la pena attendere.


PS: se la supercazzola vi ha incuriosito e ancora non la conoscete,  clicca qui...

mercoledì 27 maggio 2020

Panne tecnica

Un inghippo tecnico ci impedisce da qualche giorno di postare i nostri consueti commenti corredati dai grafici esplicativi che di norma valgono più di mille parole...

Speriamo domani di aver risolto il problema...

In sintesi tra ieri ed oggi in tutta Europa c'è stato un  risveglio, parecchio atteso, dei valori azionari anticipatori della notizia importante di oggi scaturita dall'incontro dell'Eurogruppo che ha finalmente stanziato  un recovery Fund da 750 mia di euro in parte anche a fondo perso. Arricciano il naso i paesi cosiddetti frugali, stappano lo champagne quelli un po' più spendaccioni ma nell'insieme questa risoluzione è quello che ci voleva, sperando che ora il Consiglio Europeo e il Parlamento EU diano il loro consenso.

Borsa Svizzera da qualche giorno in cerca dello sfondamento della resistenza a 9810 punti ma senza successo a causa di una robusta rotazione settoriale che vede i classici difensivi arretrare (soprattutto Roche) mentre assicurativi e banche sono saliti in cattedra... per saldo è come se non fosse successo niente se si rimane dentro il canale laterale... per fondi ed etf indicizzati non bellissimo...




lunedì 25 maggio 2020

Eppur si muove


"Eppur si muove!"... finalmente qualche spiraglio di luce in fondo al lunghissimo tunnel di queste settimane ci sembra di vederlo. Un indice che sembrava inchiodato all'interno di un range piuttosto stretto sembra, grazie ad una Germania in giornata di grazia, volersi muovere e forse potrebbe addirittura superare la resistenza a 9810 punti.

Oggi con l'America chiusa è la Germania che ci delizia con dei segnali di buona speranza: Bayer forse riesce a trovare la quadra per risolvere il caso Roundup (+8.76%), Lufthansa viene graziata dallo Stato tedesco con un prestito di 9 mia restituibile in comode rate spalmate su 3 anni e vola a 8.55 euro (+6.44%), Daimler annuncia un nuovo sistema operativo per i modelli futuri che promette di avere lo stesso impatto di quando Microsoft ha messo sul mercato Windows e ridesta l'interesse per il settore auto germanico che era dato per disperso, SAP, uno dei pochi tecnologici europei che non sfigura davanti ai mostri americani, ha deciso di concedersi un rialzo del 4.5%.... insomma, godiamoci questo momento di grazia e vediamo se ha la forza di protrarsi per qualche giorno.

Questa settimana ci sarà da tenere d'occhio l'incontro dell'Eurogruppo e speriamo che arrivino a cavare il ragno dal buco... come già ipotizzato lo scorso venerdì, gli aiuti devono arrivare in fretta non a pandemia conclusa...

Gettiamo un'occhiata al nostro Bloomberg e vediamo che alle 15:14 lo SMI è a 9810, come dire che prendendo letteralmente a testate la resistenza... che per il momento, ahinoi, resiste...
buona serata!

venerdì 22 maggio 2020

Nulla di nuovo all'orizzonte



Non vi nascondiamo che siamo nuovamente a corto di argomenti. Proviamo quindi ancora una volta a paragonare alcuni indici per trarre qualche osservazione , speriamo, intelligente.

E' abbastanza chiaro che l'America sta marciando ad una velocità di crociera che può essere giustificata unicamente con gli enormi sforzi finanziari messi tempestivamente in atto dal governo e dalla lunga mano della FED, mentre l'Europa arranca e non può che essere, purtroppo, così. Infatti se andiamo avanti di questo passo gli aiuti arriveranno a pandemia terminata  e con una buona parte del tessuto produttivo europeo condannato ad una lunga e penosa convalescenza.

Dall'altra parte dell'Atlantico, forse potrebbero, almeno per quanto riguarda i mercati finanziari, avere il problema opposto: troppe sono le aspettative per un rapido ritorno alla normalità e tutta questa euforia, soprattutto alla luce dei dati sulla disoccupazione di ieri, non sempre è totalmente giustificata.
Una correzione sarebbe salutare...



Una veloce occhiata all'indice SMI la vogliamo dare: è oramai certo che il nostro indice è in chiaro spostamento laterale. Tradotto: una noia mortale...
Siamo molto curiosi di constatare se le riapertura parziale di una parte delle attività economiche, darà nuova linfa al covid19.... speriamo di no, un secondo lockdown sarebbe difficilmente digeribile!


Un curiosità: stamani un amico ci ha inviato un simpatico messaggio che vogliamo condividere con voi... buon week end!

Trump, Putin and Xi were arguing on who’s in charge of the world?... US, Russia or China? Without any conclusion, They turned to India Prime Minister Modi and asked him who’s in charge of the world?... Modi replied 'All I know is':


1. Google CEO is an Indian
2. Microsoft CEO is an Indian
3. Citigroup CEO was an Indian
4. SoftBank Vision Fund CEO is an Indian
5. Adobe CEO is an Indian
6. NetApp CEO is an Indian
7. PepsiCo CEO was an Indian
8. Nokia CEO is an Indian
9. MasterCard CEO is an Indian
10. DBS CEO is an Indian
11. Cognizant CEO was an Indian
12. Novartis CEO is an Indian
13. Conduent CEO was an Indian
14. Diageo CEO is an Indian
15. SanDisk CEO was an Indian
16. Motorola CEO was an Indian
17. Harman CEO is an Indian
18. Micron CEO is an Indian
19. Palo Alto Networks CEO is an Indian
20. Reckitt Benckiser CEO is an Indian
21. Now IBM CEO is also of Indian origin
22. Britain’s Chancellor is an Indian
23. Britain’s Home Secretary is an Indian
23. Britain’s Finance Minister is now Indian👌🙏🔥🇮🇳
So who's running the world?...

martedì 19 maggio 2020

Vaccino?


Verrebbe voglia di dire: " siamo appesi ad un vaccino!". E' bastata la notizia che la statunitense Modena (mrna) sta avendo un certo qual successo nella sperimentazione su cavie umane, che rispondono con una produzione di anticorpi, per scatenare la fantasia degli investitori inducendoli a pigiare con una certa frequenza sul tasto buy.
In effetti non sarebbe una brutta notizia sapere che un vaccino, soprattutto se efficace, è quasi a portata di mano,  ma non dobbiamo dimenticare che nella migliore delle ipotesi, prima di essere a disposizione su larga scala,  passano trimestri se non semestri, ovverosia un lasso di tempo sufficiente per continuare a creare non pochi danni all'economia.
Ma tant'è in molti, per la paura di mancare l'appuntamento con il rialzo delle borse, hanno anticipato i tempi e si sono fiondati su tutti quei titoli che sono rimasti al palo (leggi banche, assicurazioni e molto altro...);  è quello che è successo ieri ed in parte stamani anche se nel primo pomeriggio sono  già iniziati i primi ripensamenti...

Per il momento possiamo dire con una certa sicurezza che, malgrado questi rialzi, lo spostamento della borsa, non solo svizzera, è ancora laterale. Siamo vicini alla resistenza dei 9810 punti  e vedremo nei prossimi giorni se vi sarà una rottura e soprattutto se questa si trasformerà in un segnale di acquisto. Per il momento manteniamo la calma.





Certo che se vi fosse una conferma dell'efficacia definitiva del vaccino in esame, prepariamoci ad una rimonta dell'euro contro franco o comunque ad una rimonta di tutte quelle monete che contro quella svizzera hanno perso recentemete parecchio terreno...




Ovviamente anche l'oro potrebbe perdere ridimensionarsi ma in misura minore: come avevamo detto qualche post fa, la rottura al rialzo del triangolo poteva portarlo verso quota 1800... ci stava andando ieri di gran carriera quando la notizia di Modena ne ha rallentato la salita.
Per l'oro va comunque fatto un discorso leggermente diverso da quello legato alle valute,  in quanto la sua salita è giustificata anche dai tassi di interesse limati a zero o addirittura sotto zero. L'idea poi che anche quelli americani possano andare in negativo contribuisce alla buon andamento del metallo prezioso. Dal momento che di norma non è presente nei depositi in quantità industriale, in una fase come questa, è comunque da mantenere come piccola diversificazione del rischio.

lunedì 18 maggio 2020

CTA

Questa mattina abbiamo trovato particolarmente illuminante un commento dei nostri amici del trading desk del Credito Svizzero che tentano di dare una spiegazione ai movimenti di borsa che  si generano senza seguire una logica apparente. (il contributo è tradotto sommariamente ma comprensibile)

 CTA killed the trading star
 Ricordate, quello che abbiamo scritto nelle nostre Notizie di Mercato del venerdì sui deboli movimenti intraday e che la performance è fatta con l'essere giustamente posizionati durante la notte? Beh, per coincidenza, giovedì scorso è stata un'eccezione importante a questo fenomeno. Siamo ancora sbalorditi dalla massiccia inversione di tendenza intraday che il mercato azionario statunitense ha mostrato quel giorno. Come può accadere? Perché all'improvviso tutti comprano senza che nessuna notizia significativa venga pubblicata. Ebbene, noi crediamo che in questi giorni, il maggior credito a una così significativa e improvvisa direzione intraday  appartenga al trading automatico. Queste strategie basate sul computer sono chiamate CTA, che sta per "commodity trading advisor", ma al giorno d'oggi, fanno trading in tutte le classi di attività. I CTAs sistematici effettuano operazioni basate su modelli o programmi per computer. L'input o i segnali per questi modelli potrebbero essere basati su analisi tecniche che utilizzano grafici, trend following, indicatori di momentum e stocastici. Inoltre, potrebbero essere derivati da fattori fondamentali come i dati economici come la domanda e l'offerta di energia, i dati sull'occupazione, ecc. Un vero CTA sistematico si baserà esclusivamente sui segnali di acquisto e di vendita generati dal loro modello informatico. Ogni intervento umano  viene eliminato. Dato che le emozioni umane sono suscettibili di ampie oscillazioni, il trading fuori dai modelli tiene a bada questo problema. Attualmente, vediamo che molti di questi modelli considerano anche gli spread tra due diverse sottoclassi di una classe di attività. Ad esempio, l'oro contro l'argento nelle materie prime, i titoli grezzi contro le società di investment grade nel reddito fisso o, negli equites, lo slancio contro il valore. Così, se lo spread tra le azioni momentum e l'area di valore del mercato dovesse superare un certo livello di trigger, le macchine CTA cominceranno a negoziare il contrario per riportare lo spread in linea con quello che sono programmate per essere il giusto livello. Per ovvie ragioni, questi trigger point possono essere raggiunti solo durante le ore e dato che i fondi gestiti con tali strategie stanno crescendo e crescendo, dovremo abituarci a questi movimenti improvvisi dal nulla.

domenica 17 maggio 2020

Fallimenti in arrivo?

Non bisogna possedere particolari doti da veggente per prevedere che fra non molto ci potrebbero essere parecchie aziende, anche con un certo blasone, che andranno a gambe all'aria malgrado le banche centrali occidentali siano orami diventate onnivore e si mangiano di tutto senza badare troppo alla qualità di quanto ingurgitano.
In effetti la novità di questa crisi sta proprio nel cambio di paradigma delle banche centrali, che per evitare il peggio,  hanno iniziato a comprare obbligazioni non investment grade nel tentativo di salvare società oramai decotte. Se sia giusto o sbagliato probabilmente sarà solo la storia a dircelo, ma questo stravolgimento delle regole del moderno capitalismo, è già di per sé un evento eccezionale  sul quale bisognerà avviare una seria discussione.

Nell'ultimo numero del "The Economist" abbiamo trovato un articolo che evidenzia la problematica; tradotto come al solito ve lo proponiamo. Buona lettura!

The Economist, May 16th 2020 page 49
Chapter 11's new chapter

"Avrete fallimenti aziendali su vasta scala". Così ha dichiarato James Bullard, presidente della Federal Reserve Bank of St Louis, il 12 maggio scorso. Peter Orszag, ex funzionario della Casa Bianca di Barack Obama e ora con Lazard, una banca d'investimento, ha avvertito che l'economia americana potrebbe affrontare "un rischio significativo di fallimenti a cascata". Quanto andranno male le cose per America Inc?

Il Paese ha già visto un'impennata di fallimenti aziendali tra le grandi aziende che mette il 2020 sulla buona strada per essere l'anno peggiore dal 2009, all'apice della crisi finanziaria globale. Nelle ultime settimane sono fallite aziende ben note che vanno da Neiman Marcus, una catena di department-store, e J Crew, un rivenditore di abbigliamento, a Gold's Gym, un gruppo di allenamento sfarzoso. Hertz, una gigantesca azienda di noleggio auto, e Chesapeake Energy, pioniere dell'industria americana degli scisti, sono entrambe sull'orlo del fallimento.

Mentre l'economia americana affonda ulteriormente nei prossimi mesi, molte altre aziende sono sicure di finire nei guai. Questo solleva tre questioni. Quali segnali di preallarme potrebbero rivelare l'entità dell'imminente ondata di fallimenti? Come si confronta l'incombente disastro con il dolore sopportato durante la crisi finanziaria? E ci sono alternative significative al fallimento totale?

In primo luogo, ai forieri di sventura. Una è lo sconvolgimento del mercato delle obbligazioni "speculative grade" (o spazzatura). In America, due terzi delle obbligazioni societarie non finanziarie sono classificate come spazzatura o bbb, il livello appena sopra la spazzatura. In aprile, Goldman Sachs, un'altra banca d'investimento, ha previsto che oltre 550 miliardi di dollari di obbligazioni investment-grade cadranno allo stato di junk entro ottobre (aggiungendo circa il 40% del valore attuale al mercato delle obbligazioni spazzatura).

Edward Altman della nyu Stern Business School ritiene che circa l'8% di tutte le aziende il cui debito ha un rating di grado speculativo (circa 1.900 in tutto) sarà in default nei prossimi 12 mesi. Questa cifra potrebbe raggiungere il 20% in due anni. Egli si aspetta che almeno 165 grandi aziende, quelle con più di 100 milioni di dollari di debiti, falliscano entro la fine del 2020.

Una misura nota come "distress ratio" evidenzia anche il problema. I crediti in sofferenza sono junk bond con spread di oltre dieci punti percentuali rispetto Treasury. s&p Global, un'agenzia di rating, ritiene che i crediti in sofferenza come quota del totale dei junk bond in America siano cresciuti al 30% entro il 10 aprile, rispetto al 25% del 16 marzo. Dei 32 junk-bond default mondiali in aprile, un livello che non si vedeva dai tempi della crisi finanziaria, 21 si sono verificati in America. s&p Global stima che il tasso di trailing default a 12 mesi per i junk bond in America sia salito al 3,9% in aprile, dal 3,5% di marzo. In Europa è salito al 2,7% dal 2,4% al 2,7%.

Un'ondata di default potrebbe manifestarsi con diversa gravità nei diversi settori industriali. Grazie al crollo del prezzo del petrolio e ad altri problemi nel settore dello scisto, quasi il 70% del debito di grado speculativo dell'industria petrolifera e del gas è a livelli di sofferenza. Cinque altri settori hanno rapporti del 35% o superiori: commercio al dettaglio e ristoranti, industria mineraria, trasporti, automobili e servizi pubblici.


Il risultato è che si prospetta una seconda, più grande ondata di fallimenti. Come si può paragonare ai problemi del passato? Al culmine della crisi finanziaria, il tasso di default globale per le obbligazioni spazzatura era del 10%. Moody's, un'agenzia di rating del credito, prevede che se la crisi attuale è più grave di quella finanziaria, come sembra ora probabile, il tasso di default potrebbe salire al 20,8% . L'imminente ondata di fallimenti potrebbe essere peggiore che durante la crisi finanziaria perché sarà più diffusa, secondo Debra Dandeneau, specialista in fallimenti presso lo studio legale Baker McKenzie. Ma pensa che ci vorranno alcuni mesi per arrivare: "Ora siamo nell'occhio del ciclone".

Un'altra grande differenza rispetto alla crisi finanziaria deriva dall'incertezza. La natura di questa pandemia rende impossibile sapere quando l'economia potrebbe tornare alla normalità. Come sottolinea William Derrough, specialista in ristrutturazioni di Moelis & Company, "è molto difficile valutare un'azienda che non ha un chiaro flusso di cassa e visibilità sui suoi mercati futuri". Jared Ellias dell'Università della California di Hastings sostiene che "i finanziatori non sanno se ristrutturare fuori dal tribunale, concedere la tolleranza o insistere sul fallimento del Chapter 11 quando non si ha idea di quando un'azienda farà di nuovo soldi". Preoccupato per l'imminente diluvio di casi, ha organizzato un gruppo di esperti che la settimana scorsa ha presentato una petizione al Congresso per nominare un maggior numero di giudici fallimentari e aumentare i budget per gli impiegati di legge e altro personale.

"Sarà molto difficile per i tribunali stare al passo con l'assalto", dice Judith Fitzgerald, ex giudice fallimentare ora a Tucker Arensberg, uno studio legale di Pittsburgh. Amy Quackenboss dell'American Bankruptcy Institute, un ente del settore, riferisce che i membri sono impegnati, il che si tradurrà in ulteriori archiviazioni in seguito. Larry Perkins della Sierra Constellation Partners, uno studio di ristrutturazione, pensa che un collo di bottiglia legale sia "assolutamente" possibile a meno che le aule di tribunale "non si evolvano per digerirlo". Vince Buccola della Wharton business school pensa che parte della soluzione stia nell'abbracciare più velocemente accordi fallimentari "preconfezionati" e scambi di debiti (i finanziatori che accettano di scambiare un nuovo debito meno oneroso con un vecchio debito inutilizzabile) fatti fuori dal tribunale.

Un'incombente ondata di casi di fallimento indica la terza domanda: quanto sono praticabili le alternative? Ci sono buone e cattive notizie. La crisi finanziaria ha visto una massiccia crisi di liquidità e l'implosione del settore finanziario. Ma come osserva Bruce Mendelsohn della Perella Weinberg Partners, una banca d'investimento, "questa crisi è l'opposto". I mercati dei capitali sono forti e aperti, con molte imprese in grado di accedere ai capitali del governo o dei mercati, ma... le operazioni fondamentali delle imprese sono perturbate".

C'è una ventata di attività tra gli investitori che versano denaro nei cosiddetti fondi di salvataggio. Secondo Preqin, una società di dati, i fondi a debito in sofferenza stanno cercando di raccogliere quasi 35 miliardi di dollari. General Atlantic, una società di private equity, sta raccogliendo quasi 5 miliardi di dollari per investire in imprese altrimenti sane, temporaneamente costrette a chiudere i battenti. Bill Ford, il capo di General Atlantic, pensa che al di fuori del settore del commercio al dettaglio, dove molti modelli di business si riveleranno poco redditizi, "la maggior parte delle aziende cercheranno di evitare il fallimento e cercheranno invece capitali per il salvataggio".

Tutte le società di ristrutturazione stanno assumendo, nota Michael Eisenband di fti Consulting. Egli osserva che oggi ci sono più tipi di creditori che durante la crisi finanziaria, quindi ci sono "più opportunità di immettere liquidità nelle aziende in modi diversi". Pensa che pochi vogliano forzare la liquidazione perché "se si può dare un calcio alla lattina, forse arriva un vaccino e... c'è una migliore possibilità di ottenere un recupero per i creditori". Molti hedge fund e finanziatori non tradizionali (anche se non le banche tradizionali) stanno optando per gli scambi di titoli di debito in cambio di azioni. Questo è così che "ottengono il vantaggio quando l'economia si riprende", dice Thomas Salerno di Stinson, un avvocato fallimentare.

La buona notizia, quindi, è che molte aziende compresse che guardano alla bancarotta potrebbero essere salvate attraverso la ristrutturazione. Il signor Derrough, un veterano delle crisi finanziarie, spiega che questo comporta cinque fasi: fermare l'emorragia, valutare le lesioni, eseguire l'intervento chirurgico necessario, riabilitare la vittima e restituirla alla salute. La cattiva notizia è che America Inc. è all'inizio della prima fase. Come dice lui, "La maggior parte di ciò che stiamo facendo sono trasfusioni di sangue. Non siamo nemmeno riusciti a fermare l'emorragia".